abitanzAstudio

ARCHITETTURA

DESIGNINTERIORS

Una vision di oggetti e spazi interni studiati su misura e finalizzati a godere della casa con arte e amore per il bello e l’inconsueto. Con il Design la funzione si fa bella!

Attività

Progettazione di arredi interni ed esterni, di piccoli giardini, oggetti di design personalizzati, piccole ristrutturazioni interne e riqualificazioni di abitazioni ed uffici

Un soggiorno tecnologico: funzionalità e bellezza a servizio dell’abitare moderno a Villatora (PD)

Caminetto Casa Baseggio a Vigonza (PD)

Caminetto Casa Scarparo a Padova

Un’oasi verde nel cuore storico del ghetto di Padova

DESIGNURBANO

Progettazione di spazi pubblici, piazze, strade, slarghi, spazi urbani che attendono di esprimere significati, simboli, usi e funzioni destinate a facilitare l’esistenza degli uomini, secondo natura e con arte. La Bellezza ha bisogno delle nostre città per continuare a mostrarsi!

Attività

Progettazione di spazi pubblici, piazze e aree verdi urbane, opere pubbliche e private urbane, arredi urbani, land art e riqualificazioni urbana per mezzo delle espressioni artistiche

Recupero ambientale e edilizio in contesto urbano: un nuovo parco pubblico per Isola Bassa a Dolo (VE)

Recupero urbanistico ed ambientale a Belfiore di Pramaggiore (VE)

Riqualificazione della piazza storica A. Diaz a Limena (PD)

IDEE / CONCORSI / PROPOSTE

Progetti, studi e proposte di architettura e disegno urbano non realizzati volti a ricercare l’essenza dei luoghi e la loro natura più vera che attraverso il progetto si trasfigura in forma e funzione. Ogni luogo ha più destini e la bellezza traspare ovunque senza mai pretendere di essere l’unica.

Concorso Nazionale ” LA CASA LEGGERA” a Sperlonga (LT)

Casa di Dora a Lima (Perù)

Green walking show 2 a Este in Fiore 2015 (PD)

Tesi di Laurea IUAV Venezia su “Architettura e progetto: il caso di Cracovia”

Concorso Nazionale “CHIESA E OPERE PARROCCHIALI nel quartiere S. Paolo a Treviso

Concorso Regionale “ALLOGGI PUBBLICI E CASE PER ANZIANI IN VIA CHIESAVECCHIA A PADOVA”

Concorso Internazionale “LA CASA PIÙ BELLA DEL MONDO”

Concorso Nazionale “SPAZI URBANI DI QUALITA”: RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO URBANO DI CAMPOSAMPIERO (PD)

Ristrutturazione di una palazzina del sec. 18° prospettante Palazzo Reale a Strà, loc. S. Pietro (VE)

Restauro di una cascina friulana a Prepotto (GO)

Residence-villaggio ecologico gas free a Mellaredo di Pianiga (VE)

Ampliamento residenziale in chiave bio-ecologica a Piove di Sacco (PD)

Laboratorio-workshop partecipativo con Studio di Fattibilità per la riqualificazione dell’asse stradale centrale di Limena a tangenziale aperta (PD)

Un quartiere residenziale innovativo alle porte di Padova

Concorso di idee dehors Piazza Vittorio Emanuele a Belluno

Concorso di idee per la riqualificazione di Piazza dei martiri e Piazza Vittorio Emanuele II, per la progettazione delle edicole di rivendita giornali di via Matteotti e piazza Vittorio Emanuele e dei dheors storici deon e manin a Belluno

Concorso di idee per la riqualificazione di MALGA FOSSE in Comune di SIROR – PASSO ROLLE

Sostenibilità sociale, ambientale ed economica della trasformazione sostenibile del territorio aperto del Comune di Maserada di Piave (TV)

Una nuova Scuola Materna per Albignasego (PD)

ARCHITETTURAEDILIZIA

Progettare e realizzare case. Questa è la più profonda passione che mi ha spinto a fare l’architetto. La casa dell’uomo contemporaneo offre infiniti spunti per architetture sempre diverse, da contesto a contesto, da regione a regione, da luogo a luogo, con materiali, strutture, cromatismi e forme adeguate, sobrie e minimali rispettose della tradizione e dei luoghi ma anche della contemporaneità. Le cose materiali hanno bisogno di un pensiero che dia loro un’anima per poter cominciare ad esistere e penetrare la memoria dell’uomo.

Attività

Progettazione di edifici residenziali uni e multifamiliari, edifici pubblici e privati sociali, scolastici e direzionali

Restauro di Palazzetto Sardi a Venezia (VE)

Casa a Preganziol (TV)

Costruzione di 6 alloggi di edilizia sovvenzionata Noventa di Piave, loc. Cà Memo (VE)

Costruzione di 3 edifici per 18 alloggi di edilizia agevolata a Cavarzere loc. Villaggio Busonera (VE)

Ristrutturazione di una palazzina del sec. 18° prospettante Palazzo Reale a Strà, loc. S. Pietro (VE)

Ristrutturazione con ampliamento della palazzina nota come ex “casa del medico” per il recupero di 4 alloggi pubblici e di un poliambulatorio Cavarzere, loc. S. Pietro (VE)

Ristrutturazione con ampliamento dell’ex sede comunale per il recupero di 6 alloggi pubblici Cona, loc. Conetta (VE)

Recupero strutturale ed architettonico delle facciate dell’ex cinema liberty di Gardigiano nell’ambito della sistemazione della piazza centrale e della realizzazione del nuovo centro civico. Scorzè, loc. Gardigiano (VE)

Costruzione di 3 edifici per 12 alloggi, autorimessa e aree verdi comuni a Torre di mosto, loc. PEEP

Costruzione di due edifici per 16 alloggi a Eraclea, loc. Torre di Fine (VE)

Costruzione di due edifici per 22 alloggi a Jesolo, loc. Cortellazzo (VE)

La barchessa rivisitata, tra modernità e tradizione : case popolari a Camponogara (VE)

Un quartiere residenziale pubblico di edilizia agevolata in Comune di Spinea (VE)

Case popolari a Torre di Mosto (VE)

Tradizione e innovazione: case binate a Gruaro (Ve)

Centro Comprensoriale per la Protezione civile a Miane (TV)

Case a corte a Portogruaro (VE)

PROGETTAZIONEPARTECIPATA

Progettare in modo da consentire ai soggetti che abitano i luoghi di vedere e volere cose che in genere sono dominio dei tecnici e che da solo i tecnici ignorano, l’abitante fatica a comprendere, l’amministratore evita di affrontare. Progettare in modo partecipato assieme alla gente comune rappresenta una modalità “altra” di progettare l’ambiente umano che si attua mediante metodiche multidisciplinari. Il processo progettuale partecipativo è facilitato da esperti sia nel campo della conduzione e gestione dei gruppi sociali. L’ascolto è la regola prima e ultima, solo nella tolleranza e nella semplicità ed onestà dell’ascolto un tecnico può dare il meglio di sè.

Attività

Progettazione partecipata con gruppi di cittadini stakeholders per risolvere conflitti locali legati alla gestione del territorio, delle infrastrutture, dell’ambiente e dell’energia. Rivolta a Enti pubblici, associazioni e gruppi organizzati sul territorio, cooperative, educatori, insegnanti, professionisti, aziende e operatori turistici

Progetto Europeo P.U.M.A.S. “La mia scuola va in classe A”, Comune di Venezia (VE)

Workshop e Gruppo di acquisto Solidale per promozione energie rinnovabili solari (VI)

Laboratorio partecipativo scolastico ORTO PLANET 500 ad Abano Terme (PD)

Laboratorio-workshop partecipativo su programmazione unitaria delle politiche per la salute. Simulazione partecipativa con un gruppo di stakeholders appartenenti all’ULSS17 di Monselice (PD)

Laboratorio workshop partecipativo formativo per insegnanti scuola media a Vigodarzere (PD): dall’eco-sistema al tecno-sistema

Laboratorio-workshop partecipativo con Studio di Fattibilità per la riqualificazione dell’asse stradale centrale di Limena a tangenziale aperta (PD)

Progettazione partecipata per la redazione del PAT di Padova nel QUARTIERE 4 SUD-EST

La nuova piazza centrale di Paese (TV): progettazione partecipata e architettura urbana

Riqualificazione urbanistica del centro di Dosson di Casier (TV): la nuova Piazza Arcipelago

Riqualificazione urbanistica e architettonica della piazza centrale del centro storico di Roncade (TV)

COHOUSING

Una formula dell’abitare contemporaneo basata sulla solidarietà e la condivisione di spazi e funzioni residenziali nel rispetto della privacy .

Attività

Sostegno alla costituzione di gruppi solidali residenziali di cohousers finalizzati a realizzare la propria casa con ristrutturazione edilizia o costruzione ex novo, informazione, divulgazione, formazione, promozione di proposte abitative innovative di cohousing, sportello immobiliare per edifici e lotti residenziali disponibili ad iniziative residenziali di cohousing

Seminario CO+HOUSING e dintorni. Istruzioni per l’uso

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AMBIENTE

RIQUALIFICAZIONESOSTENIBILE

Ciò che esiste contiene energie, forme e sostanze potenzialmente recuperabili per dar vita ad altre forme e strutture anche diverse, in tal modo si riqualifica l’esistente senza sprecare con duplice vantaggio per le proprie tasche e per l’ambiente.

Attività

Ristrutturazioni di edifici esistenti secondo criteri ecologici, riqualificazioni energetiche, bio edilizia e bio architettura, materiali bio e tipologie costruttive innovative in legno

Restauro di una cascina friulana a Prepotto (GO)

Casa ecologica nei Colli Euganei a Baone (PD)

Casa in legno a Villafranca Padovana (PD)

Restauro conservativo di Villa Dalla Pasqua/Venier a Belfiore di Pramaggiore (VE)

Riqualificazione in ambito urbano storico: case a schiera all’Isola bassa di Dolo (VE)

Recupero edilizio ed ambientale in ambito rurale a Fiesso d’artico (VE)

Recupero edilizio e urbanistico di Campo dei Sassi a Mestre (VE)

ARCHITETTURASOSTENIBILE

Un modo di costruire sano, come ci si alimenta, ci si veste, si viaggia si consuma, nella consapevolezza che la salubrità proviene da scelte di qualità e di stile che riguardano la vita propria, degli altri e dell’intero pianeta.

Attività

Progettazione di case in legno, case ecologiche in bio architettura e bio edilizia, biolaghi, passivhaus, edifici a energia quasi zero NZEB

Casa ecologica nei Colli Euganei a Baone (PD)

Casa in legno a Vigodarzere (PD)

Casa in legno a Villafranca Padovana (PD)

Residence-villaggio ecologico gas free a Mellaredo di Pianiga (VE)

Ampliamento residenziale in chiave bio-ecologica a Piove di Sacco (PD)

Abitazioni ecologiche e naturali a emissioni 0 a Pionca di Vigonza (PD)

DIAGNOSIENERGETICA

Conoscere per agire è la chiave per una professione seria e onesta. Come il medico per il malato, l’architetto verifica lo stato di salute e provvede a suggerire comportamenti, azioni e interventi destinati a migliorarlo nel tempo, nella consapevolezza che nulla è per sempre.

Attività

Diagnosi energetiche di abitazioni unifamiliari, condomini, edifici pubblici e privati a destinazione diversa dalla residenziale

Diagnosi energetica gruppo ACHAB, Scorzè (VE)

Diagnosi energetica di un Condominio a Padova

ENERGIERINNOVABILI

Guardare alle fonti rinnovabili come forma di energia del futuro equivale a ristabilire un equilibrio ormai incrinato tra consumi e vita sul pianeta. Ciò che si rinnova è vitale perciò va promosso come alternativa allo sfruttamento delle fonti fossili.

Attività

Progettazione di sistemi di risparmio energetico con applicazione delle tecnologie rinnovabili per edifici abitativi e direzionali

Progetto Europeo P.U.M.A.S. “La mia scuola va in classe A”, Comune di Venezia (VE)

Le Linee guida per la redazione dell’Allegato energetico al Regolamento edilizio comunale (A.E.R.E.C)

Il marchio di qualità delle costruzioni: le linee guida per la qualità energetica e ambientale del comune di Limena (PD)

REGOLAMENTIENERGETICI

Strumenti adatti per realizzare costruzioni sane e rispettose dell’ambiente

Attività

Progettazione di regolamenti energetici collegati alle normative urbanistiche locali

Progetto Europeo P.U.M.A.S. “La mia scuola va in classe A”, Comune di Venezia (VE)

Le Linee guida per la redazione dell’Allegato energetico al Regolamento edilizio comunale (A.E.R.E.C)

Il marchio di qualità delle costruzioni: le linee guida per la qualità energetica e ambientale del comune di Limena (PD)

ARCHITREECTURES

https://www.facebook.com/costruiretraglialberi/

Architetture minimali inserite nella natura in sintonia con i caratteri ambientali di uno specifico luogo, costruire in modo artigianale e su misura manufatti di qualità da inserire in contesti particolari (boschi, foreste, colline alberate, litorali boschivi, fasce fluviali e lacustri), case tra gli alberi per uso privato (studio, Spa relax, casa per bambini) o per uso turistico (camping, B&B, Agriturismi, glamping), piattaforme di osservazione / contemplazione paesaggistica, watching tower

Attività

Progettare con arte ed uso di materiali naturali ed ecologici  costruzioni minimali destinate alla residenza temporanea, allo studio, allo svago etc alla ricerca di una relazione diretta con gli elementi naturali

Un padiglione Treehouse ad Este in Fiore 2013

Una Treehouse alla fiera di Verona: ABITARE IL TEMPO expo internazionale

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PORTFOLIO

Case sull’albero per bambini dal mondo nel web

Treehouses dell’arch. A. Wenning (Brema)

Un soggiorno tecnologico: funzionalità e bellezza a servizio dell’abitare moderno a Villatora (PD)

Concorso Nazionale ” LA CASA LEGGERA” a Sperlonga (LT)

Casa di Dora a Lima (Perù)

Restauro di Palazzetto Sardi a Venezia (VE)

Casa a Preganziol (TV)

Green walking show 2 a Este in Fiore 2015 (PD)

Caminetto Casa Baseggio a Vigonza (PD)

Caminetto Casa Scarparo a Padova

Tesi di Laurea IUAV Venezia su “Architettura e progetto: il caso di Cracovia”

Concorso Nazionale “CHIESA E OPERE PARROCCHIALI nel quartiere S. Paolo a Treviso

Concorso Regionale “ALLOGGI PUBBLICI E CASE PER ANZIANI IN VIA CHIESAVECCHIA A PADOVA”

Concorso Internazionale “LA CASA PIÙ BELLA DEL MONDO”

Concorso Nazionale “SPAZI URBANI DI QUALITA”: RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO URBANO DI CAMPOSAMPIERO (PD)

Costruzione di 6 alloggi di edilizia sovvenzionata Noventa di Piave, loc. Cà Memo (VE)

Costruzione di 3 edifici per 18 alloggi di edilizia agevolata a Cavarzere loc. Villaggio Busonera (VE)

Ristrutturazione di una palazzina del sec. 18° prospettante Palazzo Reale a Strà, loc. S. Pietro (VE)

Ristrutturazione con ampliamento della palazzina nota come ex “casa del medico” per il recupero di 4 alloggi pubblici e di un poliambulatorio Cavarzere, loc. S. Pietro (VE)

Ristrutturazione con ampliamento dell’ex sede comunale per il recupero di 6 alloggi pubblici Cona, loc. Conetta (VE)

Recupero strutturale ed architettonico delle facciate dell’ex cinema liberty di Gardigiano nell’ambito della sistemazione della piazza centrale e della realizzazione del nuovo centro civico. Scorzè, loc. Gardigiano (VE)

Costruzione di 3 edifici per 12 alloggi, autorimessa e aree verdi comuni a Torre di mosto, loc. PEEP

Costruzione di due edifici per 16 alloggi a Eraclea, loc. Torre di Fine (VE)

Costruzione di due edifici per 22 alloggi a Jesolo, loc. Cortellazzo (VE)

Progetto Europeo P.U.M.A.S. “La mia scuola va in classe A”, Comune di Venezia (VE)

Diagnosi energetica gruppo ACHAB, Scorzè (VE)

Restauro di una cascina friulana a Prepotto (GO)

Casa ecologica nei Colli Euganei a Baone (PD)

Casa in legno a Vigodarzere (PD)

Casa in legno a Villafranca Padovana (PD)

Residence-villaggio ecologico gas free a Mellaredo di Pianiga (VE)

Ampliamento residenziale in chiave bio-ecologica a Piove di Sacco (PD)

Abitazioni ecologiche e naturali a emissioni 0 a Pionca di Vigonza (PD)

Workshop e Gruppo di acquisto Solidale per promozione energie rinnovabili solari (VI)

Laboratorio partecipativo scolastico ORTO PLANET 500 ad Abano Terme (PD)

Laboratorio-workshop partecipativo su programmazione unitaria delle politiche per la salute. Simulazione partecipativa con un gruppo di stakeholders appartenenti all’ULSS17 di Monselice (PD)

Laboratorio workshop partecipativo formativo per insegnanti scuola media a Vigodarzere (PD): dall’eco-sistema al tecno-sistema

Laboratorio-workshop partecipativo con Studio di Fattibilità per la riqualificazione dell’asse stradale centrale di Limena a tangenziale aperta (PD)

Restauro conservativo di Villa Dalla Pasqua/Venier a Belfiore di Pramaggiore (VE)

Un quartiere residenziale innovativo alle porte di Padova

La barchessa rivisitata, tra modernità e tradizione : case popolari a Camponogara (VE)

Recupero ambientale e edilizio in contesto urbano: un nuovo parco pubblico per Isola Bassa a Dolo (VE)

Un padiglione Treehouse ad Este in Fiore 2013

Concorso di idee dehors Piazza Vittorio Emanuele a Belluno

Concorso di idee per la riqualificazione di Piazza dei martiri e Piazza Vittorio Emanuele II, per la progettazione delle edicole di rivendita giornali di via Matteotti e piazza Vittorio Emanuele e dei dheors storici deon e manin a Belluno

Concorso di idee per la riqualificazione di MALGA FOSSE in Comune di SIROR – PASSO ROLLE

Diagnosi energetica di un Condominio a Padova

Le Linee guida per la redazione dell’Allegato energetico al Regolamento edilizio comunale (A.E.R.E.C)

Il marchio di qualità delle costruzioni: le linee guida per la qualità energetica e ambientale del comune di Limena (PD)

Una Treehouse alla fiera di Verona: ABITARE IL TEMPO expo internazionale

Seminario CO+HOUSING e dintorni. Istruzioni per l’uso

Un’oasi verde nel cuore storico del ghetto di Padova

Progettazione partecipata per la redazione del PAT di Padova nel QUARTIERE 4 SUD-EST

Sostenibilità sociale, ambientale ed economica della trasformazione sostenibile del territorio aperto del Comune di Maserada di Piave (TV)

La nuova piazza centrale di Paese (TV): progettazione partecipata e architettura urbana

Riqualificazione urbanistica del centro di Dosson di Casier (TV): la nuova Piazza Arcipelago

Riqualificazione urbanistica e architettonica della piazza centrale del centro storico di Roncade (TV)

Recupero urbanistico ed ambientale a Belfiore di Pramaggiore (VE)

Un quartiere residenziale pubblico di edilizia agevolata in Comune di Spinea (VE)

Case popolari a Torre di Mosto (VE)

Riqualificazione in ambito urbano storico: case a schiera all’Isola bassa di Dolo (VE)

Recupero edilizio ed ambientale in ambito rurale a Fiesso d’artico (VE)

Tradizione e innovazione: case binate a Gruaro (Ve)

Centro Comprensoriale per la Protezione civile a Miane (TV)

Recupero edilizio e urbanistico di Campo dei Sassi a Mestre (VE)

Case a corte a Portogruaro (VE)

Riqualificazione della piazza storica A. Diaz a Limena (PD)

Una nuova Scuola Materna per Albignasego (PD)

LOGO-NEW-ABITANZASTUDIO

Fondata originariamente come abitanzAstudio nel 2005 dagli architetti Stefano Bassan di Padova e Roberto Ervas di Treviso con il prof. Gabriele Righetto di Padova, allora Segretario del Centro di Ecologia Umana dell’Ateneo di Padova ha rappresentato, dal 2005 al 2010, un Team professionale e culturale di tecnici competenti in progettazione partecipata occupandosi in particolare della risoluzione di questioni complesse riguardanti i luoghi dell’abitare, avendo come principali interlocutori Enti ed Istituzioni pubbliche e meritandosi la Menzione Speciale al Premio Piccinato del 2007 per il progetto partecipativo del quartiere 4 di Padova nella redazione del nuovo PAT.

Il nuovo Team, operativo nelle province di Padova, Vicenza, Treviso e Venezia, si è profondamente rinnovato nel modo di interagire con la clientela rivolgendosi in prevalenza al privato e proponendo come modalità di lavoro la formula innovativa ed originale architetto@domicilio, agile ed economica, che propone una sostanziale semplificazione delle procedure ideative e delle relazioni professionali. L’architetto interagisce on line o direttamente a domicilio per offrire consulenze professionali veloci e interattive che spaziano dalla soluzione di arredo, alla piccola ristrutturazione e riqualificazione energetica, alla costruzione e ampliamento di edifici residenziali e direzionali/industriali. raggruppando professionisti di diverse specialità ed offrendo ai clienti servizi chiavi in mano di progettazione e realizzazione di tutta una serie di interventi inerenti l’architettura, l’edilizia e l’energia.

INFO SITO WEB: l’attuale sito abitanzastudio è stato completamente rinnovato nella forma e nei contenuti rispetto al precedente che ebbe origine dall’esperienza collaborativa nata nel 2005 con l’arch. Roberto Ervas di Treviso fondatore del gruppo “ecinque” e il prof. Gabriele Righetto di Padova, allora Segretario del Centro di Ecologia Umana dell’Ateneo di Padova. Il nome abitanzastudio fu coniato dal gruppo allora e caratterizzò alcuni lavori di Progettazione Partecipata fatti insieme fino al 2010 anno in cui il gruppo si sciolse. La titolarità e proprietà del sito www.abitanzastudio.it è dell’arch. S. Bassan.

WORK TEAM

STEFANO BASSAN Architetto ed  Ecologo umano

Coordinatore / team leader

Iscritto dal 1986 al n° 809 dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Padova.

Nato a Padova nel 1958, Laureatosi in Architettura nel 1984 presso l’I.U.A.V. (VE) , Relatori : prof. arch. Gianugo Polesello (I.U.A.V.) e prof. arch. Tomasz Mankowsky (Politecnico di Cracovia), consegue nel 2005 il Certificato Internazionale di Ecologia Umana presso l’Università di Padova, Centro di Ecologia Umana. Cultore del rapporto tra architettura e natura, del valore sociale dell’arte del costruire, dei caratteri bioclimatici dell’edilizia e del paesaggio veneto, opera nel settore della urbanistica sostenibile, della bioarchitettura e del risparmio energetico; dal 1987 al 2005 si occupa di Social Housing progettando residenze collettive e quartieri pubblici a Venezia; dal 2000 si occupa di progettazione partecipata di spazi pubblici, orti urbani, cohousing, Ecovillaggi. Dal 2012 approfondisce le relazioni tra architettura, arte e natura occupandosi di progettazione e comunicazione ambientale, di Treehouses, Tiny house e Land art. Organizza progetti comunicativi, corsi, seminari e convegni tematici sui temi dell’architettura sostenibile, del rapporto tra natura ed artificio e delle risorse rinnovabili. Ha collaborato con la Fondazione Emanuela Zancan, su tematiche di welfare sociosanitario e socioambientale, con Sportelli Energetici e Ambientali di Legambiente curando in particolare aspetti normativi e progettuali inerenti l’urbanistica e l’edilizia sostenibile e promuovendo iniziative commerciali di solidarietà ed equità sociale ed ambientale (Gruppi di acquisto); progetta e realizza architetture residenziali sostenibili in muratura e in legno, ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche; pratica Diagnosi e Certificazioni energetiche. Nel 1997 ha vinto il primo premio al Concorso nazionale di Architettura indetto dall’A.N.P.E.L. con un progetto di residenze pubbliche a Gruaro (VE). Nel 2007 il Premio Urbanistica e Pianificazione Territoriale Luigi Piccinato della REGIONE VENETO ha assegnato MENZIONE SPECIALE al progetto del quartiere 4 “ Per aver realizzato un interessante processo partecipativo durante l’elaborazione del PAT di Padova, quartiere 4 sud-est, incardinando le scelte urbanistiche alla ricerca di una condivisione di intenti con la popolazione residente”, attuato con il prof. G. Righetto, l’arch. R. Ervas e la collaborazione degli architetti Ghedin e Beghin. Ha collaborato con l’arch. Franco Lani di Arezzo nella progettazione di vari interventi architettonici ed urbanistici sul territorio della provincia di Venezia, con l’arch. Maurizio Bergamo di Venezia in alcuni restauri nella città insulare e in provincia, con il prof. arch. Gabriele Righetto, del Centro di Ecologia Umana dell’Università di Padova, per vari progetti di urbanistica partecipata nel Veneto e oltre.

ELENA MACELLARI dott.ssa in Scienze e Tecnologie Agrarie

Progettazione del verde

Nata in Umbria vive e lavora in Veneto. Dopo la laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie ha svolto un dottorato in Assetto del territorio agricolo lavora al Consiglio Nazionale delle Ricerche a Perugia e a Milano.

Dal 2001 esercita la libera professione occupandosi di composizione/progettazione del verde e di giardini privati e pubblici, di agricoltura sostenibile, paesaggio e territorio dal punto di vista culturale, sociale ed ambientale. Esperta in Orti didattici ne ha realizzato uno ispirato all’Orto botanico Patavino per il Comune di Abano Terme. Presiede l’ Associazione Gruppo Amici del Verde dal 2001 e cura mostre floricole per il vivaismo da collezione, eventi tematici sull’arte del giardinaggio e promuove Parchi letterari.

Si occupa di formazione e divulgazione in tema di giardini, orti didattici e storia della botanica. Ha pubblicato e curato vari libri e articoli specialistici su riviste nazionali ed estere e prodotto monografie sull’analisi territoriale e paesaggistica, l’impatto ambientale e le agro tecnologie secondo una visione glocale e sostenibile.

PRESS

ARCHITETTO@DOMICILIO

Devi costruire ristrutturare casa o ufficio, riqualificare energeticamente o isolare acusticamente

modificare la distribuzione interna, accatastare le modifiche nuove oppure sanare vecchie pendenze e accatastarle prima di vendere casa 

sostituire o ammodernare il vecchio impianto di riscaldamento di casa, ufficio o condominio, ridurre i consumi di energia, proteggerti dall’inquinamento interno alla tua casa 

avere l’APE (Attestato di Prestazione Energetica) per vendere o affittare, frazionare un lotto per costruire o vendere

ammodernare il tuo giardino, realizzarvi una piscina o arredarlo in modo bello e razionale e costruirti una Casa sull’albero

HAI TANTE IDEE MA NON SAI COME REALIZZARLE E A CHI RIVOLGERTI ?

NON AFFIDARTI AL CASO, ALLA FORTUNA O AL PRIMO CHE CAPITA!

Contatta ARCHITETTO@DOMICILIO, un team di professionisti specialisti in varie materie è a tua disposizione

compila il Format che trovi sotto o invia una email a abitanza@abitanzastudio.it o se preferisci telefona al 328 6974800 e chiedi un consiglio, una soluzione, una proposta ed un preventivo sommario GRATUITI E SENZA IMPEGNO !

SENZA SPOSTARTI DA CASA TI AIUTEREMO ON LINE A SCIOGLIERE I PRIMI DUBBI E INCERTEZZE

E  POI, SE VORRAI APPROFONDIRE, UN ARCHITETTO POTRA’ VENIRE A TROVARTI ANCHE A DOMICILIO, GARANTENDO DISCREZIONE E PRIVACY

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COSA PROPONIAMO

ARCHITETTO@DOMICILIO non si limita a consegnare al cliente la migliore soluzione, con schizzi, viste e rendering, ma interagisce con il cliente, on line o comodamente a domicilio, affinando il progetto secondo le esigenze specifiche, su misura. ARCHITETTO@DOMICILIO ti propone di interagire on line affinando il progetto attraverso colloqui telefonici, via skype, via email o a domicilio seguendo le seguenti fasi:

  • RICHIESTA E DOCUMENTI: Tu formuli specifiche richieste esplicitandole via email in forma scritta o a voce se a domicilio o online via skype e ci fai pervenire, via email o a domicilio, la documentazione grafica e le informazioni utili ad elaborare una proposta;
  • PROPOSTA PRELIMINARE: Noi elaboriamo una proposta progettuale sommaria che trasmetteremo via email, completa di schizzi, descrizioni e stime preliminari basate sulle richieste fatte; l’obiettivo è offrire gratuitamente una prima soluzione non impegnativa e dimostrare competenza, affidabilità e fantasia che il team può mettere a disposizione del cliente;
  • VALUTAZIONE DELLA PROPOSTA: Tu analizzi e verifichi la proposta fatta comodamente a casa confrontandola con le richieste fatte e valuti l’opportunità di approfondire la soluzione;

A questo punto se la proposta ti sarà piaciuta, deciderai liberamente se proseguire e richiedere, sempre via email, un preventivo specifico per la prosecuzione della consulenza professionale che potrà riguardare l’intera commessa o anche solo parti di essa (progetto preliminare, esecutivo, direzione dei lavori, accatastamento, solo elaborazioni grafiche, redazione permessi, etc), a seconda del tipo di lavoro e degli obiettivi prefissati. Ovviamente la proprietà intellettuale delle specifiche soluzioni proposte resta ad ABITANZASTUDIO ma a disposizione del cliente che ne ha fatto richiesta in caso di incarico.

CODICE CONSUMO

E’ escluso il diritto di recesso, in quanto la consulenza online è uno studio personalizzato in funzione delle esigenze del cliente e costituito dunque da elaborati che rientrano nella categoria di bene personalizzato, come riportato all’Art. 55, comma 2, lettera C del D.lgs 06.09.2005 n. 206 , G.U. 08.10.2005 :

“comma 2: Salvo diverso accordo tra le parti, il consumatore non può esercitare il diritto di recesso previsto agli articoli 64 e seguenti nei casi: (…) : c) di fornitura di beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati o che, per loro natura, non possono essere rispediti o rischiano di deteriorarsi o alterarsi rapidamente;”

ABITANZASTUDIO assicura che i vostri dati sensibili saranno utilizzati esclusivamente dall’ architetto Stefano Bassan per formulare la documentazione fiscale e non li cederà terzi per campagne pubblicitarie, offerte promozionali o altro.

Acquistare

Prima di procedere con la sottoscrizione dell’atto di compravendita, è bene che si verifichino alcune cose importanti, per evitare di incorrere in brutte sorprese. Quali sono gli aspetti tecnico-legali da controllare ed i documenti da richiedere relativi all’immobile da acquistare? Cosa controllare da un punto di vista materiale e costruttivo prima dell’acquisto di una casa? Quali verifiche fare all’edificio ed agli impianti?

Ristrutturare

Se hai acquistato o abiti una casa che necessita di un rinnovo e/o di una riqualificazione energetica quali procedure devi seguire ? Quali autorizzazioni devi chiedere? Quali materiali è opportuno usare e quali impianti potrai installare? Se disponi di un budget contenuto, quali lavori preferire tra i tanti necessari? A quali finanziamenti o detrazioni fiscali puoi accedere? Quali benefici potrai ricavare dall’intervento?

Costruire

Se possiedi un lotto di terreno edificabile ex novo e vuoi costruirci la tua casa o quella dei tuoi figli o un edificio da ampliare o un terreno agricolo già edificato e vuoi usare le opportunità offerte ancora per l’anno in corso e il prossimo dal Piano Casa e vuoi sapere quali quali procedure devi seguire? Quali autorizzazioni devi chiedere? Quali materiali è opportuno usare e quali impianti installare? Quali lavori preferire tra i tanti necessari in base al tuo budget?

Arredare

Se abiti in una casa che necessita di un rinnovamento dell’arredo Interno o esterno o devi arredare la nuova casa o la stanza dei bambini o lo studio o valorizzare il tuo giardino, quali prodotti e marche è meglio acquistare? Come far tornare le misure e i conti? Quali implicazioni edilizie o impiantistiche potrebbero esserci? Quali acquisti preferire tra i tanti necessari in base al tuo budget?

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Telefono: +39 328 69 74 800

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La sostenibilità ambientale, l’edilizia e l’abitare a basso impatto energetico

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Articolo scritto per EXPOCLIMA con l’arch. G. Forese il 30.10.2012

http://www.expoclima.net/special/3/_edifici_sostenibili_e_nuove_tecnologie_per_la_climatizzazione/sostenibilita_ambientale_edilizia_e_abitare_a_basso_impatto_energetico.htm

È oggi più che mai urgente che gli abitanti della terra imbocchino nuovi percorsi di vita, trovino nuove forme di uso delle risorse naturali per preservare la natura che ci ospita. Occorre ritrovare nuove sintonie con l’ambiente, allontanare la visione antropocentrica che vede l’uomo unico padrone degli elementi naturali, e abbracciare una poetica esistenziale che ri-conosca alla terra il ruolo di casa per l’uomo. È lei che ci ospita senza chiedere nulla in cambio se non il rispetto per ciò che esiste e che silenziosamente ci ascolta.

Nel 1987, il Brundland Report della World Commission on Environment and Development, concepì una memorabile e storica definizione del concetto di Sostenibilità. La definì come lo sviluppo che soddisfa i bisogni del mondo presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare, a loro volta, i propri bisogni. Già un antico proverbio africano recitava, in modo straordinariamente simile e concorde, “La terra non ci è data in eredità dai nostri padri, ma in gestione dai nostri figli”.

Nuove domande, nuove speranze e nuovi incubi, sorgono sull’orizzonte dell’abitare umano, domande che riguardano il futuro dei nostri figli, delle città, delle case e delle campagne. Esplorano un futuro che vorrebbe finalmente essere più sano ed equilibrato, attento alla dimensione domestica ed urbana come anche al destino delle foreste pluviali o dei deserti sahariani. La terra sta vivendo una profonda crisi e il settore delle costruzioni è in gran parte responsabile di tale destino. A livello Europeo ad esempio il settore edilizio é oggi tra quelli a più forte impatto ambientale se consideriamo che:
• assorbe il 45% dell’energia complessiva prodotta
• produce il 40% dell’inquinamento atmosferico
• consuma il 40% delle risorse non rinnovabili presenti in natura
• produce il 40% dei rifiuti

La realizzazione e la gestione delle ”case” sono dunque le principali responsabili dei gravissimi fenomeni di inquinamento urbano.

Fino all’entrata in vigore del DLgs 192/05 e DLgs 311/06, gli edifici costruiti negli ultimi decenni sono dal punto di vista energetico quanto di più inefficiente si possa immaginare:
• L’uso generalizzato di costose e deperibili strutture in cemento armato ed il ricorso a sistemi costruttivi, tecnologie e componenti edilizie sempre più leggere ed inconsistenti hanno determinato grossi problemi di ponti termici, di dispersione del calore e quindi di enorme spreco energetico;
• La mancata attenzione per i sistemi di ventilazione naturale e di esposizione solare ha determinato forti problemi di surriscaldamento estivo degli edifici ed il ricorso conseguente a sistemi di climatizzazione elettromeccanici fortemente energivori;
• L’indifferenza ad una corretta esposizione solare, anche quando questa è possibile, ha portato a ritenere ininfluente l’utilizzo dell’illuminazione e la ventilazione naturali nei luoghi destinati all’abitare (casa e lavoro) determinando problemi di salubrità e l’incremento dei consumi energetici;
• L’indifferenza per l’utilizzo di tecnologie a basso consumo di energia e per l’utilizzo di fonti di energia alternative.

L’entrata in vigore dei DLgs 192/05 e DLgs 311/06, recependo una direttiva comunitaria, ha imposto un limite al fabbisogno di energia primaria necessari alla vita degli edifici, espresso in kWh/m2.anno e la verifica dell’isolamento di pareti e tetto al fine di non disperdere l’energia prodotta.
In tutta Europa si va concretizzando la tendenza a valutare i costi energetici di tutta la filiera produttiva ed a provvedere alla loro riduzione, dalla fase di scelta e reperimento delle materie prime, delle risorse necessarie alla trasformazione, al trasporto, fino alla costruzione, manutenzione e smaltimento delle varie tipologie di fabbricati.

Per ridurre l’impatto ambientale ed il costo energetico complessivo del settore edilizio occorre da un lato favorire il recupero del patrimonio esistente e la realizzazione di nuovi edifici con criteri bio-eco-compatibili, che utilizzino cioè materiali e componenti ecologici, durevoli, non dannosi per la salute e usino energia proveniente da risorse rinnovabili; dall’altro, migliorare la coscienza ambientale della società, perché si orienti verso stili di vita meno dispendiosi e sostenga una domanda edilizia caratterizzata da requisiti ecosostenibili. Anche grazie agli interventi normativi, agli incentivi e facilitazioni pubbliche, il tema del costruire bio-compatibile e del risparmiare energia per produrre ed abitare continua ad avere attenzioni sempre più significative sia da parte di chi realizza case, che da parte di chi le richiede, le usa o le progetta.

Sistemi di riscaldamento ad irraggiamento: il sistema di riscaldamento a battiscopa

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Articolo scritto con l’arch. G. Forese (PD) per EXPOCLIMA

( http://www.expoclima.net/special/6/riscaldamento_a_battiscopa__vantaggi__costi__applicazioni/il_parere_dell_architetto.htm)

Nei sistemi più convenzionali di riscaldamento, come quelli che utilizzano per esempio i termosifoni, l’azione riscaldante avviene soprattutto per convezione, vale a dire attraverso lo spostamento di masse d’aria calda che dalle vicinanze del radiatore si muovono verso il resto dell’ambiente.

Per questo motivo l’aria in tali ambienti risulta carica di polveri, ma anche di acari, pollini e ogni altro tipo di allergenici messi in movimento dagli spostamenti d’aria.

La presenza dei ricircoli d’aria ascensionali convettivi crea forti differenze di temperatura tra pavimento e soffitto e, se tali effetti sono poco visibili all’occhio, lasciano tracce evidenti sui muri, disegnando dei baffi neri che costringono a ritinteggiature frequenti.

Al contrario, i sistemi di riscaldamento a irraggiamento simulano l’azione riscaldante del sole, nella quale veniamo riscaldati per esposizione alla radiazione infrarossa. Nei sistemi radianti l’aria interna agli ambienti risulta più stabile, quindi povera di polveri e pollini, rendendola quindi di migliore qualità.

Con gli impianti a irraggiamento, a parità di “temperatura percepita”, la temperatura dell’aria interna può essere più bassa rispetto ai sistemi di riscaldamento tradizionali a termosifoni grazie al contributo per irraggiamento delle pareti, del pavimento, del soffitto, del battiscopa a seconda del tipo di impianto prescelto: queste superfici, infatti, sono più calde, per cui non si deve surriscaldare l’aria per mantenere la temperatura media di 20°C, con conseguente risparmio energetico.

Nei sistemi di riscaldamento che utilizzano i classici termosifoni in ghisa o alluminio, la temperatura dell’acqua che viene richiesta è molto alta (60-70°C). Gli impianti di riscaldamento a pavimento, oppure a parete o battiscopa per riscaldare gli ambienti a 20°C utilizzano invece acqua calda a bassa temperatura (35-40°C), che coincide con quella raggiungibile con i sistemi termici solari (anche nei periodi invernali), ottimizzando le prestazioni e fornendo il massimo comfort. L’impiego di poca acqua a bassa temperatura fa sì che i sistemi radianti si integrino perfettamente anche con pompe geotermiche, stufe a pellet, termocamini, etc.

I sistemi ad irraggiamento rappresentano pertanto la soluzione più evoluta per il riscaldamento invernale, in grado di coniugare un elevato livello di comfort e risparmio energetico e sono compatibili con caldaie a gas a condensazione, pompe geotermiche, pannelli solari termici, etc.
Tra questi il sistema di riscaldamento a battiscopa consente un’applicazione facile, ottimale quando si interviene nell’esistente e vi è l’impossibilità di inserire pannelli radianti nei muri o nei pavimenti. Risulta idoneo anche nel caso di restauro di edifici storici e di culto sia per la disponibilità di lunghi perimetri interni che per la sua integrabilità con l’arredo stesso. E’ costituito da una serie di lamelle disperdenti inserite all’interno di zoccoli in legno o alluminio che fungono da battiscopa e si possono ben adattare a qualsiasi contesto. Si avrà cura di evitare di posizionarli dove vi siano arredi fissi che non possono discostarsi dal muro, come nei bagni e cucina, mentre nella maggior parte dei casi sarà sufficiente distaccare leggermente il mobile dalla parete, salvaguardando in questo modo anche la sua faccia nascosta.

Pete Nelson e le treehouses in TV

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Pete Nelson viene descritto dal Canale REALTIME come ” il più importante realizzatore di case sugli alberi del mondo e insieme al suo team di esperti costruttori, progetta incredibili “mondi sospesi” per bambini di ogni età, cercando di soddisfarli e soprattutto di stupirli”. Indubbiamente esagerando le qualità di questo archi-falegname, pressocchè sconosciuto in Europa, hanno tuttavia avuto il merito di aver assurto all’interesse e curiosità del grande pubblico, in un modo accattivante e concreto, il sogno delle Treehouses.
Sinceramente credo che le treehouses siano altre cose, non le concepisco come casette che starebbero bene anche a terra sollevate a 3, 4 o più metri da terra. Ammiro di più la contemporaneità manifestata da maestri come Andreas Wenning o dagli architetti dei treehotel scandinavi. Ma ammiro la intraprendenza ed invidio la clientela di Pete Nelson, sempre disposta a investire circa 80.000 dollari in un vero sogno di ragazzo.
Di Pete Nelson non condivido neppure la metodologia costruttiva, comune a molti costruttori arboricoli a dire il vero, che prevede di “ferire” l’albero forandolo per agganciarsi ad esso. Preferisco le tecniche adottate dai costruttori degli acropark o parchi avventura arborei montani di cui parleremo in un prossimo articolo.
Insomma diciamo che l’importante è che se ne parli, di treehouses e di costruzioni tra i rami, anche se falsamente ambientali e di basso livello architettonico secondo chi scrive.
Ed inoltre ritengo che non vada sottolineata l’eccentricità dei committenti perchè alimenta l’idea che queste architetture siano stravaganze inutili e dispendiose mentre, almeno per l’Europa, sono e possono essere sempre di più, soluzioni valide per numerosi contest residenziali, produttivi, commerciali, turistici, ludici etc
Guardiamo dunque, con spirito critico e curiosità creativa, le puntate di Pete Nelson e magari commentiamole su questa pagina.
https://www.facebook.com/pg/costruiretraglialberi/posts/

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Cosa sono per me le Treehouses

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COSA SONO PER ME LE TH
Architetture ritagliate nella natura, INSERITE IN ESSA, nella sua materialità fatta di rami, foglie e tronchi, che uniscono creatività, costruttività e botanica, design e arti figurative, paesaggio e ambiente, per trovare un legame organico alla vita
Destinate a diversi usi, dal ludico ricreativo fino all’abitativo (casa o ufficio) privato o turistico.
Osservatori sospesi e postazioni contemplative tra gli alberi, “small cabin” e “piccoli volumi abitativi” anche a terra o sull’acqua ma tra alberi e foglie, dove sostare, meditare o riposare, immersi in un contesto naturale in SIMBIOSI con esso.

https://www.facebook.com/pg/costruiretraglialberi/posts/

Asili nel bosco, una idea straordinaria nord europea che comincia a mettere le radici anche in terra italiana.

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ASILI NEL BOSCO: una realtà straordinaria che SCOPRO CON STUPORE E AMMIRAZIONE e che trovo perfettamente in sintonia con la filosofia che ha fatto nascere Treehouse Costruire tra gli alberi e altri progetti, educativi e formativi, tra cui Architettura Arte e Natura e Ortoplanet (Laboratori scolastici)
E’ tempo che i nostri figli si riprendano il giusto contatto con la natura.
http://www.ecopedagogia.it/Asili%20nei%20boschi

Bioedilizia per ristrutturare

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Ottobre-2009

LA SOSTENIBILITA’ del nuovo Piano Casa della Regione Veneto

parte 1°

 Le nuove norme emanate a sostegno del settore edilizio permettono finalmente di risanare le abitazioni in conformità a sani principi di bio-compatibilità e risparmio energetico sfruttando vantaggiose opportunità per nuove cubature e per forti miglioramenti della qualità abitativa. Con il Piano Casa si possono realizzare molti sogni e progetti rimasti troppo a lungo chiusi nel cassetto.

Il 10 luglio scorso la Regione Veneto ha pubblicato la Legge Regionale n. 14/2009 intitolata “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile (…)” meglio nota come PIANO CASA che è entrata in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione nel B.U.R. Veneto.

Si tratta di una legge molto attesa ed anche osteggiata da più parti che, almeno nelle intenzioni di coloro che l’anno approvata, rappresenta l’occasione, seppur ridotta nel tempo a soli 2 anni, per il rilancio dell’attività edilizia attraverso la incentivazione volumetrica degli ampliamenti e delle ristrutturazioni degli edifici esistenti. Ma la vera novità sta nel fatto che, contestualmente, dovranno migliorasi anche la loro qualità architettonica ed ecologica.

Nei due anni di applicazione della legge i Comuni del Veneto sono chiamati a svolgere un ruolo fondamentale in particolare per quanto concerne gli edifici residenziali non destinati a prima casa di abitazione e quelli adibiti ad uso diverso. Spetta, infatti, ai Comuni deliberare entro il 30 ottobre prossimo se e con quali limiti e modalità ulteriori, rispetto a quelli imposti dalla legge (LRV 14/2009), applicare le nuove disposizioni. C’è da dire tuttavia, come pochi in realtà ancora sanno, che gli ampliamenti della prima casa di abitazione possono già realizzarsi in sintonia con la Legge e quindi trovano immediata applicazione senza dover attendere la data del 30 ottobre.

Le principali ipotesi previste dalla legge sono le seguenti:

  • 2 – Ampliamento degli edifici esistenti

È possibile ampliare fino al 20% del volume degli edifici destinati ad uso residenziale e del 20% della superficie coperta se adibiti ad uso diverso; tale percentuale può essere elevata di un ulteriore 10% solo nel caso di utilizzo di tecnologie che prevedano l’uso di fonti di energia rinnovabile ossia se l’edificio è o sarà dotato di impianto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile (se Fotovoltaico di potenza maggiore o uguale a 3 Kwp). Tale norma riguarda edifici esistenti nonché edifici il cui progetto o richiesta del titolo abilitativo siano stati presentati al Comune entro il 31 marzo 2009.

  • 3, comma 2 – Rinnovamento degli edifici realizzati anteriormente al 1989 (+40%)

Per questi edifici è possibile la loro demolizione integrale e ricostruzione con ampliamento, purché situati in zona territoriale propria e solo qualora vengano utilizzate tecniche costruttive di cui alla LRV n°4/2007 “Iniziative ed interventi a favore dell’edilizia sostenibile. L’ampliamento eventuale può raggiungere il 40% del volume esistente se destinati ad uso residenziale e il 40% della superficie coperta se adibiti ad uso. Tale norma riguarda anche edifici demoliti o in corso di demolizione purché all’entrata in vigore della legge non sia già conclusa la ricostruzione. A tal fine la Giunta regionale ha già integrato con propria circolare esplicativa le citate linee guida di cui all’art. 2 della L.R. 4/2007 prevedendo una differenziazione delle qualità ecologiche richieste in funzione delle volumetrie richieste in ampliamento.

  • 3, comma 3 – Rinnovamento degli edifici realizzati anteriormente al 1989 (+50%)

La percentuale di cui al punto precedente, riguardante il rinnovamento degli edifici realizzati anteriormente al 1989, può essere elevata di un ulteriore 10%, passando dal 40% al 50%, solo nel caso in cui l’intervento di demolizione e ricostruzione sia compreso in un piano attuativo (piano di lottizzazione, di recupero, particolareggiato etc) e comporti una ricomposizione plani volumetrica, con forme architettoniche diverse da quelle esistenti che comportano la modifica delle sagome e dell’area di sedime (l’area su cui si costruisce l’edificio). Tali norme riguardano anche edifici demoliti o in corso di demolizione purché all’entrata in vigore della legge non sia già avvenuta la ricostruzione.

  • 4 – Ampliamento turistico Sono possibili ampliamenti fino al 20% anche di edifici a destinazione turistico ricettiva, ma solo per alcune tipologie, ossia le attrezzature all’aperto di cui all’allegato S/4 lettera b) e lettera d) numeri 1) e 2) della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo“, anche se ricadenti in area demaniale.
  • 5 – Pensiline e tettoie solari Non concorrono a formare cubatura le pensiline e le tettoie finalizzate all’installazione di impianti solari e fotovoltaici di tipo integrato o parzialmente integrato.
  • 9 comma 6 – Edilizia rurale Anche gli edifici residenziali delle zone agricole possono naturalmente essere ampliati del 20% più il bonus del 10% come previsto all’art. 2. Ma se l’edificio interessato è anche prima casa, il volume ampliabile va calcolato non sul volume esistente ma su quello massimo realizzabile in base alle norme vigenti (800 mc) quindi fino a 960 mc. E sembra possibile anche realizzare più unità immobiliari.

 

Il Piano Casa della Regione Veneto sembra quindi essere uno strumento potenzialmente rivolto a garantire interventi rispettosi dei principi di sostenibilità ambientale fissati tra l’altro con la LRV n. 4/2007, che promuove le iniziative pubbliche e private rivolte all’edilizia sostenibile. L’adozione di energie rinnovabili per la produzione di energia elettrica consentirà dunque un “bonus” del 10% nell’ampliamento degli edifici ma in particolare i lavori che prevedono la demolizione e ricostruzione del patrimonio edilizio esistente potranno farsi solo con l’adesione ai principi della bioedilizia e della bioarchitettura che da tempo riportiamo nella rubrica ABITAREBIO.

La Regione Veneto, con Dgr 2499 del 04/08/2009, ha in particolare integrato dette Linee Guida per l’edilizia sostenibile contenute nella citata legge n.4 /2007

Le integrazioni riguardano:

  • la determinazione, rispettivamente per gli edifici a destinazione residenziale e per quelli destinati ad altri usi, della volumetria e della superficie coperta che sono concedibili in ampliamento, valutati in rapporto alla qualità energetica ed ambientale raggiungibile dall’intervento;
  • la revisione del sistema di valutazione degli interventi relativamente agli edifici destinati ad uso non residenziale, in quanto le linee guida già elaborate e in vigore, sono specificamente finalizzate alla valutazione dell’edilizia abitativa.

Sempre la Regione Veneto ha inoltre approvato, con DGR n. 2508 del 4 agosto 2009, una serie di regole riguardanti la realizzazione di pensiline e tettoie su abitazioni esistenti alla data del 11.07.09, per l’istallazione di impianti solari di tipo termico o fotovoltaico con potenza non superiore ai 6 kWp, senza che dette opere vengano conteggiate ai fini volumetrici.

Il ruolo dei comuni è ora fondamentale per decidere se adottare le opportunità offerte dal Piano casa e se stabilire eventuali altri vincoli e limiti basati sui caratteri specifici del proprio territorio.

Invitiamo i nostri lettori a seguire le prossime puntate di ABITAREBIO nelle quali riporteremo puntualmente gli aggiornamenti ed approfondimenti sul PIANO CASA, strumento potenzialmente valido nelle mani dei cittadini e degli amministratori che sapranno cogliere l’occasione per rinnovare il proprio patrimonio immobiliare in senso ecologico con una attenzione in più per la salute propria e del proprio ambiente.

Inquinamento indoor, in casa nostra

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febbraio-2009

Come proteggersi con la natura

 L’ARIA DELLE NOSTRE CITTÀ È AVVELENATA DA SOSTANZE INQUINANTI PROVENIENTI PRINCIPALMENTE DAL TRAFFICO CITTADINO, DAI RISCALDAMENTI DELLE ABITAZIONI E DALLE INDUSTRIE: SI TRATTA IN PARTICOLARE DELLE FAMIGERATE PM10, OVVERO QUELLE POLVERI SOTTILISSIME CHE RIMANGONO SOSPESE NELL’ARIA PER MOLTO PIÙ TEMPO DELLE ALTRE SOSTANZE INQUINANTI E CHE, INEVITABILMENTE RESPIRATE, COMPORTANO GRAVI COMPLICAZIONI ALLA NOSTRA SALUTE. IL PROBLEMA SI PRESENTA PARTICOLARMENTE GRAVE NELLE CITTÀ DELLA PIANURA PADANA E SOPRATTUTTO DURANTE IL PERIODO INVERNALE MA A TALI INSIDIE ALTRE SE NE AGGIUNGONO ALL’INTERNO DELLA NOSTRA STESSA CASA COMPLICI I MATERIALI DA COSTRUZIONE, GLI ARREDI, GLI STILI DI VITA.

Le piante ed fiori in casa ci aiutano a mantenere quel legame con la natura che spesso lo stress del nostro vivere quotidiano ci impone. Molti si circondano, in casa ed in ufficio, di presenze vegetali per compagnia o per rallegrare un ambiente magari troppo serio o “neutro”. Le piante ci fanno sentire a nostro agio e “riscaldano” l’atmosfera degli ambienti lavorativi ed abitativi. Ma le piante, oltre che contribuire sul nostro stato di benessere psico-fisico, interagiscono anche con l’aria che respiriamo negli ambienti chiusi delle nostre stanze.

Persino la NASA sembra essersi occupata degli effetti positivi e disinquinanti che piante producono nei luoghi chiusi.

Alcuni studiosi hanno infatti individuato alcune piante in grado di eliminare le concentrazioni pericolose di alcune sostanze inquinanti rilasciate dai prodotti usati nell’edilizia e l’arredamento.

Ma analizziamo prima quali sono gli inquinanti maggiormente presenti all’interno delle nostre case.

Tra le cause identificate dei problemi di qualità dell’aria indoor si deve comprendere la insufficiente ventilazione per inadeguato ricambio dell’aria o per sovraffollamento dei locali abitati, la presenza di sorgenti inquinanti interne come fotocopiatrici, prodotti per la pulizia, fumo passivo, stufette a legna, l’assunzione di aria di ricambio già inquinata da fonti veicolari o industriali, la presenza di contaminanti biologici quali virus batteri portati da impianti di condizionamento male manutenzionati e di materiali edili che rilasciano biocidi e fibre nell’aria da isolamenti, rivestimenti e solventi.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in evidenza le cause dei problemi di qualità dell’aria negli spazi chiusi fornendo indicazioni dettagliate sulle concentrazioni pericolose per la salute.

Secondo l’Organizzazione Mondiale di Sanità i maggiori inquinanti pericolosi presenti negli ambienti chiusi sono il RADON, proveniente dal terreno e da materiali da costruzione contaminati; l’amianto, notoriamente usato per isolare dal fuoco, e ormai da tempo dichiarato fuorilegge; le fibre minerali, contenute nella lana di roccia e di vetro; l’asbesto, presente in alcuni materiali isolanti; il particolato, prodotto da fumi e polveri di varia provenienza; la formaldeide, usata nei collanti per il legno, la cui presenza deve per legge essere inferiore a 0,12 mg/mc; i cancerogeni V.O.C. (composti organici volatili) come benzene, xilene, tetracloroetilene, pentaclorofenolo, idrocarburi policiclici, gas (nox, sox, co) etc, presenti di norma in prodotti per l’hobbistica, tinteggiature, rivestimenti in legno, solventi, vernici, prodotti per la pulizia, imbottiture apparecchi per la combustione (stufe, caminetti, fornelli, ecc.); i virus, batteri, acari, pollini, funghi muffe dovuti in genere alla presenza di forte umidità nelle pareti delle case, presenti in elementi di arredo come mobili, tappeti e moquettes e portati da animali domestici e non; la presenza di masse metalliche nell’abitazione o nell’ufficio che provocano alterazione del fondo elettromagnetico naturale; la prossimità ad antenne e ripetitori per la telefonia mobile.

Attraverso le piante di cui ci possiamo circondare in casa, la natura può quindi contribuire in qualche modo a ridurre, non certo da sola, le condizioni di inquinamento indoor descritte.

Le piante per loro natura assorbono anidride carbonica e monossido di carbonio restituendo ossigeno all’ambiente da loro abitato.

È noto a tutti anche come le piante siano in grado di riequilibrare l’aria dei nostri appartamenti e siano utili anche per il controllo dell’umidità interna.

Alcune in particolare sono in grado di metabolizzare sostanze chimiche pericolose presenti nella nostra abitazione o nel nostro luogo di lavoro. La fotosintesi si svolge in presenza di luce e al buio la pianta assorbe ossigeno. Per tale motivo le piante è bene tuttavia che vadano posizionate in luoghi dove si risiede di giorno ma non durante la notte.

Formaldeide, preservanti, SVOC e VOC sono tra i peggiori inquinanti indoor. Ma alcune piante possono aiutarci. Vediamo quali.

La formaldeide, sostanza tossica fortemente irritante, è presente nei detersivi, in molti prodotti destinati all’incollaggio e alla conservazione del legno, nelle vernicine, nei truciolati, in alcune colle, negli spray, nella combustione del gas, ecc.

Per ridurre le concentrazioni di formaldeide le piante più utili, secondo alcuni esperti in materia, sono la DRACENA (dracaena), l’ALOE, il CLOROFITO (Chlorophyitum) e il CRISANTEMO (Chrysantemum).

I prodotti utilizzati come preservanti sono composti di sostanze scarsamente volatili che hanno un effetto irritativo sulle prime vie aeree e sulla cute.

Per ridurre le concentrazioni di preservanti per il legno , secondo alcuni esperti in materia, le piante più indicate sono la GERBERA, il POTHOS – SCINDAPSUS e il GIGLIO (Lilium)

I prodotti della combustione, S.V.O.C. (composti organici semivolatili) derivati da cottura dei cibi, fumo della sigaretta, stufe e apparecchi a fiamma libera in genere, rappresentano una fonte di rischio per la produzione di gas come NO2, biossido di azoto, CO, monossido di carbonio, CO2, anidride carbonica, SO2, biossido di zolfo, O3, ozono; questi gas sono tutti incolore ed inodore e producono effetti a dosi non particolarmente alte.

Per ridurre le concentrazioni di S.V.O.C. (composti organici semivolatili) le piante più indicate sono il CLOROFITO, il POTHOS – SCINDAPSUS, la PEPEROMIA, la SANSEVERIA (Sansevieria), il FICUS.

I V.O.C. (composti organici volatili) sono presenti in forma vaporizzata in Alcani, Cicloalcani, Terpeni, Idrocarburi aromatici (benzene, diclorobenzene, toluene), Idrocarburi clorurati (tricloroetilene, tetracloroetilene) ed Aldeidi.

In parte provengono dalla combustione di combustibili o di carni su fiamma viva, altri da materiali da costruzione (tappezzerie, rivestimenti in plastica, schiume poliuretaniche, vernici, ecc.) da materiali ed apparecchiature per uso domestico (solventi, prodotti per la pulizia, lubrificanti, vernici), prodotti per la casa (detergenti, detersivi, cosmetici, deodoranti, spray, cere sintetiche, ecc.). Gli effetti vanno dalla semplice irritazione locale all’attività cancerogena.

Per ridurre le concentrazioni di VOC le

piante più indicate sono la DRACENA, l’ALOE, il BANANO NANO (Musa velutina), il SYNGONIUM PODOPHYLLUM, il CACTUS COLONNARE, la TILLANDSIA

La natura dunque ci può aiutare a risanare l’aria che respiriamo in casa, oltre che ad allietare gli ambienti con i suoi colori e le sue essenze profumate.

Impariamo perciò ad usare le piante, riconoscendo ad esse un ruolo di primo attore nella scena dell’abitare contemporaneo, compagne di allegria ma anche di salute.

Sostenibilità dell’abitare contemporaneo

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ottobre-2008

I materiali: costruire in modo sano e secondo natura

parte 1ª

 GLI EDIFICI, QUELLI PER ABITARE COME QUELLI PER LAVORARE, DIVERTIRSI E CURARSI, SONO ORGANISMI VIVI, MA POCHI LO SANNO. ESSI INTERAGISCONO CON L’AMBIENTE E CON IL TESSUTO URBANO, DI CUI RAPPRESENTANO L’UNITÀ ABITATIVA UMANA MINIMA, ESATTAMENTE COME UN ESSERE VIVENTE SI RELAZIONA AL CLIMA ED ALLA NATURA CHE LO CIRCONDA. PER GRAN PARTE DELL’ESISTENZA GLI EDIFICI CONTENGONO LE NOSTRE VITE, FATTE DI AZIONI BIOLOGICHE E DI STATI D’ANIMO, DI EMOZIONI E DI BISOGNI PRIMARI. CONOSCERE I MATERIALI NATURALI CON CUI COSTRUIRE E RINNOVARE E LE TECNOLOGIE DELLA TRADIZIONE COSTRUTTIVA VENETA FAVORISCE CONDIZIONI DI BEN ESSERE PER L’UOMO E PER L’INTERO ECOSISTEMA.

Nei due precedenti articoli (vedi EFFICIENZA ENERGETICA parte I e II) abbiamo visto come di un edificio vadano valutati attentamente i suoi aspetti costruttivi e materiali per definirne la più corretta riqualificazione energetica ed abitativa e abbiamo concluso che avere più cura della propria abitazione, ossia fare più attenzione al suo stato di manutenzione, contribuisce a creare condizioni di maggior benessere abitativo. Abbiamo anche detto che la ricerca dell’efficienza energetica non va mai disgiunta da quella della salubrità e che si può migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione a costi contenuti se i lavori necessari sono valutati “su misura” nel suo insieme da un tecnico esperto e non da operatori estemporanei caso per caso.

La legge sulla certificazione energetica degli edifici – se correttamente applicata – potrà avere effetti rivoluzionari anche sul mercato immobiliare. Fino ad oggi, il prezzo delle case era legato a parametri fissi: luogo, metratura e così via. Ora entra in gioco un nuovo elemento: il costo del mantenimento. Dovremo poter scegliere di acquistare una casa che costerà molto meno in consumi energetici rispetto a quelle attuali. Se tutti capiranno che comprare una casa a basso consumo è più vantaggioso potrà nascere una sorta di circolo virtuoso che coinvolgerà produttori, venditori ed acquirenti.

Con questo articolo apriamo il vastissimo capitolo dei MATERIALI ecologici e delle tecniche di costruzione più corrette per realizzare una casa sana secondo natura.

I materiali edili sono la struttura portante della vita. Dipendiamo da loro per un riparo, così come dipendiamo dal cibo, dall’acqua e dall’aria per le necessità della vita. Il mondo è costituito da un gran numero e da una grande varietà di materiali e sostanze chimiche naturali, interdipendenti e legate tra loro. Ciò che l’uomo mangia, beve e respira e, in misura sorprendente, anche le case, in particolare i materiali usati per costruirle, influiscono sulla salute e sul benessere personali” [1]

Non sempre chi progetta e chi costruisce ha a cuore però legare insieme salubrità, qualità di vita, sicurezza, privacy, quiete, socializzazione, convenienza economica, risparmio energetico e riduzione delle emissioni inquinanti.

Non sempre purtroppo queste qualità vengono ricercate da chi acquista casa o sono proposte da chi la vende. In genere contano esclusivamente le economie iniziali e non i risparmi futuri, quelli possibili solo a fronte di investimenti ammortizzabili in tempi ragionevoli e rivolti a ridurre sprechi e consumi e a produrre energie da fonti rinnovabili. Le solite proposte abitative commerciali si agghindano di sovente a festa ed esibiscono posticce qualità estetiche e, così facendo, allontanano l’attenzione dell’acquirente da qualità tecnologiche e costruttive sostanziali che, se presenti, sarebbero invece dichiarate e mostrate con orgoglio e vanto.

L’organismo casa interagisce con gli organismi dei suoi abitanti e può essere di aiuto o danno alla loro salute.

Come i vestiti assolvono al ruolo di seconda pelle così la casa funge da terza pelle. Si comprende così quanto sia importante, per la salubrità personale, abitare in edifici sani.

Gli obiettivi dell’abitare contemporaneo dovrebbero essere infatti:

– costruire “case sane” usando materiali e componenti edilizi di certificata innocuità sotto l’aspetto tossicologico, ecocompatibili e riciclabili e rispondenti ai principi della BIOARCHITETTURA e della BIOEDILIZIA.

– realizzare dimore dotate di standards abitativi di eccellenza per la qualità dell’aria e dell’illuminazione naturale;

– adottare soluzioni tecnologiche innovative e rinnovabili per il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni inquinanti;

– qualificare gli spazi abitativi in relazione ai riferimenti bioclimatici locali;

– realizzare edifici dotati di caratteri strettamente connessi con i segni ambientali locali, per salvaguardare l’identità architettonica dei luoghi e garantire la permanenza della figuratività e consistenza materica tradizionale veneta.

– rielaborare compositivamente i riferimenti locali (nella forma e nella materia) trasfigurandoli in edifici e sistemi ambientali GLOCALI, localmente integrati ma globalmente sostenibili, capaci di risolvere in modo ecologico sia le richieste pratiche del committente che le esigenze ecologiche dell’ambiente e, con esso, del pianeta.

Per costruire in modo sano e secondo natura va ricercato un elevato livello di qualità ambientale indoor, ossia condizioni di benessere ottimali per quanto riguarda l’ambiente termico, visivo, acustico, elettromagnetico all’interno delle nostre case.

In tal senso sono fondamentali prestazioni come traspirabilità e permeabilità al vapore, sicurezza in caso d’incendio, coibentazione ed inerzia termica, durabilità, piacevolezza, riciclabilità, basso impatto ambientale, resistenza meccanica, protezione contro il rumore, agevole pulizia e manutenzione.

Gli effetti che i diversi materiali da costruzione e di arredo hanno sulla salute dell’uomo dipendono da diversi fattori tra cui la loro origine ed il ciclo di lavorazione. Il ciclo di vita dei materiali viene valutato dall’origine del materiale stesso fino alla fine della sua vita utile, valutando tutti gli effetti di questo sulla salute dell’uomo e sulla salvaguardia dell’ambiente. Da chi lo produce e lo distribuisce e a chi lo utilizza ed impiega.

I requisiti essenziali bioecologici che i prodotti/materiali da costruzione devono avere sono infatti:

– assenza di sostanze pericolose nella composizione che possono comportare rilasci di natura chimica (gas, composti organici volatili VOC) o di natura microbiologica (putrescibilità, formazione di muffe, funghi, virus, batteri) ed il rilascio di polveri, fibre o particelle radioattive;

– bassa emissività ed inquinamento ambientale nelle diverse fasi del ciclo di vita del prodotto (LCA);

– uso di materie prime disponibili localmente;

– riciclabilità e la smaltibilità delle materie prime impiegate limitando i rischi ambientali;

– sicurezza per i lavoratori nella fase di produzione e per gli utenti nella fase di esercizio;

Queste qualità di solito sono certificate in modo autonomo o mediato da enti preposti (AIAB, INBAR etc). Tuttavia manca ancora una normativa nazionale che stabilisca un protocollo unico di qualificazione dei prodotti ecocompatibili e che quindi sia per i consumatori garanzia di qualità.

I consumatori e le loro associazioni hanno ottenuto, nel corso degli anni, molti successi sul versante della qualità alimentare riuscendo a limitare l’uso di additivi chimici di sintesi e dei pericolosi conservanti, battendosi per una maggiore qualità del cibo e delle produzioni alimentari in genere.

Forse sarebbe il caso che anche nell’edilizia si cominciasse a fare altrettanto. Grande responsabilità hanno di questa arretratezza sia i produttori di materiali edili che i costruttori e i venditori: tutti rimangono ancorati ad un passato tecnologico ormai decrepito che fatica a rinnovarsi e proiettarsi verso orizzonti di sviluppo svincolati dalle fonti energetiche tradizionali.

Essi non si sono ancora resi conto che già da tempo nell’opinione pubblica c’è una aspettativa silente verso prodotti di qualità superiore e di certificata innocuità.

Da tempo ormai il mattone, la pietra, il legno sono materiali rivalutati ma i prodotti per l’isolamento termico ed acustico e per l’arredamento per ora restano in gran parte legati alle produzioni petrolchimiche e quindi a forme diverse di inquinamento ambientale ed abitativo. Per essere accettabile un prodotto non deve danneggiare l’ambiente, l’utente, il fabbricante. I colori, le vernici, i mordenti, i mastici e i collanti sintetici non soddisfano nessuno di questi requisiti: i colori, le vernici e i diluenti contengono infatti composti organici volatili, quali lo xilolo, la resina epossidica, il toluolo, i chetoni e anche metalli pesanti tossici che emanano gas durante la applicazione e l’asciugatura. Occorre fare molta attenzione e leggere le etichette sulle confezioni preferendo i prodotti a base naturale e non sintetica.

(Fine parte 1ª)

[1] LA CASA ECOLOGICA di David Pearson – ed. TCI 1990

Efficienza energetica

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Investire nella sostenibilità ambientale

parte 1

Risparmiare energia è una strategia necessaria per risparmiare ma anche per spendere in modo più efficiente evitando gli sprechi e recuperando l’esistente prima di investire nel nuovo. Sono molte le cose che ciascuno di noi può fare per rendere la propria casa energeticamente più efficiente. Da miglioramenti semplici a costo zero o poco costosi fino ad interventi più onerosi che si ripagano a medio e lungo termine. Ciò che si può fare da subito per migliorare l’efficienza energetica della propria casa dipende però anche dallo stile di vita, da dimensione e tipologia, efficienza attuale, località ed esposizione solare ecc.

Una famiglia italiana spende in media oltre 1.500 Euro all’anno per l’energia (gas, gasolio, elettricità, acqua). Questa spesa può essere ridotta ma è necessario conoscere l’attuale efficienza della propria casa e volerla migliorare.

Chi fosse interessato a questi argomenti dovrebbe però innanzitutto chiedersi se è disposto, per risparmiare energia, a dedicare alla propria casa le stesse attenzioni che ha, per esempio, per la propria automobile. Se dovessimo cioè acquistare una nuova auto faremmo molta attenzione alle caratteristiche tecniche e costruttive, alla sicurezza e ai consumi dichiarati dalla casa produttrice; saremmo anche disposti a investire denaro in qualità aggiuntiva e durabilità, ma saremmo attenti a fare altrettanto se stessimo acquistando la nostra nuova casa?

In genere all’impresa costruttrice o alle agenzie immobiliari chiediamo dove è situata, come ci si arriva,quanto lontana è dai servizi primario se è servita da negozi o giardini pubblici. Tutte cose sacrosante, ma in genere ci dimentichiamo, forse perché “non ce ne intendiamo” abbastanza, di chiedere come è costruita e quanto è isolata termicamente e acusticamente, il tipo di impianto installato, tipo e potenzialità della caldaia, se sono stati usati materiali naturali e risorse rinnovabili, quale esposizione solare ha, se l’interrato è ventilato o se il tetto della mansarda è  stato realizzato in modo da rendere i suoi locali abitabili d’estate etc. e ci scordiamo di chiedere la necessaria documentazione dimostrativa (certificati, dichiarazioni, elaborati grafici e fotografici etc). Così dopo l’acquisto non sappiamo dove passano i cavi elettrici o le tubazioni di scarico e, in caso di lavori successivi, rischiamo di far danni anche gravi al nostro immobile. Non sempre poi siamo altrettanto disposti ad investire denaro in qualità, eppure nella propria casa la nostra famiglia, noi e i nostri figli, dormiamo, mangiamo, respiriamo, sostiamo riposati, abbiamo relazioni sociali, trascorriamo un sacco di tempo insomma abitandola sereni e rilassati.

Almeno così pensiamo noi.

Ignoriamo in realtà le insidie che ci attendono in una casa scelta senza cura ed attenzione per le sue caratteristiche costruttive, qualitative ed energetiche.

Le spese rivolte a migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione andrebbero dunque intese come una vera e propria forma di investimento finanziario e valutate rispetto alla loro capacità di far risparmiare quote importanti di reddito familiare in tempi ragionevoli e di migliorare le condizioni di ben essere interno, sia fisico che psicologico. Al momento di avviare un intervento di riqualificazione energetica ed abitativa va fatta una attenta analisi costo-beneficio ossia vanno valutati contestualmente e globalmente i costi immediati e i benefici futuri, sia quelli economici che quelli “salutistici”.

Ogni spesa dovrebbe essere accompagnata dunque da un piano di ammortamento vero e proprio che stabilisca il momento a partire da quale gli interventi adottati produrranno guadagno. È il caso ad esempio degli impianti solari fotovoltaici e di quelli geotermici che, a fronte di un apprezzabile impegno finanziario iniziale, una volta ammortizzati i costi, consentono di fatto di produrre energia gratuitamente e senza inquinamento.

Lo stato italiano, le regioni, le province e i comuni, periodicamente e in modo vario, offrono incentivi finanziari in conto capitale, in conto interessi, detrazioni, agevolazioni etc per l’acquisto di collettori solari, caldaie ad alto rendimento, pompe di calore, impianti fotovoltaici, isolamento degli edifici, sostituzione dei serramenti etc. Nelle prossime puntate la nostra rubrica vi informerà anche sulle iniziative più interessanti connesse a tali agevolazioni.

Per il momento ci limitiamo ad invitare i nostri lettori a lasciarsi guidare dal principio che cominciare con gli interventi più economici di solito rende di più. Spesso è la soluzione più economica e semplice che dà infatti il più grande taglio alle bollette dell’energia e dell’acqua. Poi, con i soldi risparmiati mese per mese, potrete affrontare progetti più ambiziosi avendo sempre però cura della qualità delle opere che andate programmando in modo che consentano si un risparmio ma collaborino anche al ben stare abitativo.  Intendiamo dire, ad esempio, che per isolare la nostra casa con un cappotto esterno dovremmo evitare prodotti artificiali perché potrebbero ridurre fortemente la traspirazione delle pareti esterne e aumentare l’umidità interna, se non si prevedono idonee soluzioni di deumidificazione.

A volte si tratta di semplici scelte di arredo o di pochi e banali comportamenti virtuosi maggiormente consapevoli.

Se si vuole valutare l’efficienza energetica della propria abitazione si cominci col raccogliere quindi le bollette del gas e dell’elettricità degli ultimi 12 mesi. Si faccia la somma e la si divida per la superficie dei locali riscaldati dell’abitazione. Chi riscontrasse una spesa media compresa tra 10 e 25 Euro al metro quadrato per anno, o maggiore, avrà la possibilità di ridurre sensibilmente le proprie spese per i consumi di energia.

A questo punto sarebbe necessario sapere come è fatta la nostra casa, ossia misurare lo spessore dell’isolamento termico delle pareti e del tetto della vostra casa, conoscere o stimare l’età dell’impianto di riscaldamento e lo stato in cui si trova, valutare le finestre in quanto a stato di manutenzione, capacità di tenuta all’aria e dispersione termica, guardare se lo scaldabagno possiede un sufficiente isolamento termico etc. Si tratta tuttavia di una indagine che richiede specifiche conoscenze tecniche ed esperienza.

È possibile far eseguire da tecnici esperti, a costi contenuti, un check up energetico di una casa e farsi consigliare eventuali interventi da intraprendere. Considerato che la maggior parte del patrimonio edilizio italiano disperde quantità “industriali” di energia, un controllo professionale è certamente vantaggioso rispetto al risparmio economico che esso può consentire, all’aumento di valore conseguente del nostro immobile e, non ultimo, al miglioramento delle condizioni di vita e di salute interne.

Ma la stessa legge stà spingendo in tale direzione. Dal 1° gennaio 2007 infatti il certificato energetico è, ad esempio, una condizione indispensabile per ottenere le agevolazioni fiscali per ristrutturare edifici in funzione di una maggiore efficienza energetica. Dal 1° luglio 2008 lo stesso obbligo scatta anche per gli edifici sotto i 1000 metri quadrati, sempre nel caso di compravendita dell’intero immobile. Dal 1° luglio 2009, invece, l’attestato di efficienza energetica diventa obbligatorio anche per la compravendita del singolo appartamento. Per la vigente normativa italiana, la certificazione energetica di un edificio deve:

  • essere intesa come uno strumento utile a descrivere i suoi parametri energetici
  • fornire informazioni utili circa la sua efficienza energetica, anche in vista di una sua vendita/acquisto
  • indicare una lista di possibili interventi per conseguire migliori prestazione energetiche per l’immobile in esame
  • trattare il sistema edificio-impianto nel suo complesso, considerando i componenti impiantistici anche nella fase di fornitura oltrechè di gestione
  • poter includere progetti di risparmio energetico valutati anche sulla base di precisi studi finanziari (progetto di finanza).
  • comprendere l’indicatore della emissione di CO2.

La certificazione energetica di un edificio deve considerare:

  • le caratteristiche termiche e di permeabilità dell’edificio
  • i tipi di impianti di riscaldamento e di produzione dell’acqua calda sanitaria
  • la presenza di impianti di climatizzazione
  • gli eventuali impianti di ventilazione
  • gli impianti di illuminazione (soprattutto negli edifici non-residenziali)
  • la posizione e l’orientamento dell’edificio, compresa la caratterizzazione climatica esterna
  • la presenza di eventuali sistemi solari passivi e di protezione dalla radiazione solare
  • la quantità e qualità di illuminazione naturale e ventilazione naturale
  • la qualità dell’ambiente interno

Una nuova etica dell’abitare e del costruire

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L’edilizia e l’abitare a basso impatto energetico

È oggi più che mai urgente che gli abitanti della terra imbocchino nuovi percorsi di vita, trovino nuove forme di uso delle risorse naturali e preservino per se stessi e per i propri figli ciò che resta della natura che ci ospita. Occorre ritrovare nuove sintonie con l’ambiente, allontanare la vision antropocentrica che vede l’uomo unico padrone degli elementi naturali, e abbracciare una poetica esistenziale che ri-conosca alla terra il ruolo di casa per l’uomo. Tutti noi abbiamo cura della nostra casa: essa ci protegge e riscalda ospitando i nostri sentimenti più intimi e profondi. La terra è la casa di tutti, uomini, animali, vegetali, insetti. È lei ci ospita senza chiedere nulla in cambio se non il rispetto per ciò che non ha modo di proferire parola e che silenziosamente attende e spera.

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 “Se un vivente non terrestre capitasse improvvisamente sulla terra e la esplorasse per la prima volta probabilmente sarebbe convinto che si tratta di un pianeta dominato da immense distese d’acqua, i mari e gli oceani, abitato dai popoli degli alberi, degli erbivori, degli ungulati, degli insetti e dei pesci, in infinite specie e varietà. Infine sarebbe forse attratto da grandi placche che attecchiscono in dilatate estensioni punteggiando tutta la superficie terrestre, le città e le metropoli urbane, abitate da esseri bipedi che si spostano su nastri sinuosi, diritti e contorti valicanti montagne, deserti e pianure. “ [1]

 Nel 1987, il Brundland Report della World Commission on Environment and Development, concepì una memorabile e storica definizione del concetto di Sostenibilità. La definì come lo sviluppo che soddisfa i bisogni del mondo presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare, a loro volta, i propri bisogni. Già un antico proverbio africano recitava, in modo straordinariamente simile e concorde, “La terra non ci è data in eredità dai nostri padri, ma in gestione dai nostri figli”.

Ma perché da alcuni decenni tutti gli stati del mondo si stanno interessando ai cambiamenti climatici ed alle risorse energetiche del nostro pianeta? Perché sempre più spesso si parla di effetto serra, di polveri sottili, di inquinamento elettromagnetico, di energia solare, di effetto Cernobyl? Perché sempre più di frequente si diffondono teorie e pratiche legate alla bioedilizia, ai prodotti naturali, all’alimentazione sana, all’ecologia?

Nuove speranze e nuove domande e sorgono sull’orizzonte dell’abitare umano, domande che riguardano il futuro dei nostri figli, delle città, delle case e delle campagne, un futuro che vorrebbe finalmente essere più sano ed equilibrato, attento alla dimensione domestica ed urbana come anche al destino delle foreste pluviali o dei deserti sahariani. La terra sta vivendo una profonda crisi e il settore delle costruzioni è in gran parte responsabile di tale destino. A livello Europeo ad esempio il settore edilizio é oggi tra quelli a più forte impatto ambientale se consideriamo che:

  • assorbe il 45% dell’energia complessiva prodotta
  • produce il 40% dell’inquinamento atmosferico
  • consuma il 40% delle risorse non rinnovabili presenti in natura
  • produce il 40% dei rifiuti

Per ridurre l’impatto ambientale ed il costo energetico complessivo del settore edilizio occorre da un lato favorire il recupero e la realizzazione di nuovi edifici con criteri di bio-eco-compatibili, che utilizzino cioè materiali e componenti ecologici, durevoli, non dannosi per la salute e usino energia proveniente da risorse rinnovabili. Fortunatamente il tema del costruire bio-compatibile e del risparmiare energia per produrre ed abitare continua ad avere attenzioni sempre più significative da parte sia di chi realizza case che da chi le richiede, le usa o le progetta.

La realizzazione e la gestione delle ”case” sono dunque le principali responsabili dei gravissimi fenomeni di inquinamento urbano degli ultimi decenni.

Gli edifici costruiti negli ultimi decenni sono dal punto di vista energetico quanto di più inefficiente si possa immaginare:

  • L’uso generalizzato di costose e deperibili strutture in cemento armato ed il ricorso a sistemi costruttivi, tecnologie e componenti edilizie sempre più leggere ed inconsistenti hanno determinato grossi problemi di ponti termici, di dispersione del calore e quindi di enorme spreco energetico;
  • La mancata attenzione per i sistemi di ventilazione naturale e di esposizione solare ha determinato e determina forti problemi di surriscaldamento estivo degli edifici ed il ricorso conseguente a sistemi di climatizzazione elettromeccanici fortemente energivori;
  • L’indifferenza ad una corretta esposizione solare, anche quando questa è possibile, ha portato a ritenere ininfluente l’utilizzo dell’illuminazione e la ventilazione naturali nei luoghi destinati all’abitare (casa e lavoro) determinando problemi di salubrità e l’incremento dei consumi energetici;

Fortunatamente il tema del costruire bio-compatibile e del risparmiare energia per produrre ed abitare continua ad avere attenzioni sempre più significative, anche se in forme assolutamente inadeguate, discontinue e parziali.

Il quadro entro cui l’attività edilizia odierna opera creando forme distruttive dell’ambiente è caratterizzato dunque dalla sempre più forte dipendenza da complessi sistemi di riscaldamento, climatizzazione e trattamento artificiale dell’aria interna degli ambienti, dal ricorso sempre più massiccio all’illuminazione artificiale, dall’utilizzo di tecniche e materiali di “isolamento” degli edifici in larga parte prodotti dall’industria petrolchimica, e quindi totalmente non ecocompatibili.

Ma cosa si può fare? Occorre da un lato spingere verso un uso razionale dell’energia prodotta con l’obiettivo di realizzare gli stessi prodotti con un minor consumo di energia primaria, anche se questo richiede a costruttori e produttori l’investimento iniziale di nuovi capitali e risorse. Dall’altro è richiesto a noi abitanti un sacrificio energetico, ossia una modificazione sostanziale delle nostre abitudini di consumo con l’obiettivo di soddisfare i propri bisogni finali con minori consumi di energia primaria. Compiti ardui e difficili da svolgere da soli per questo sono necessari incentivi e facilitazioni pubbliche.

La rubrica che si apre con questo articolo intende porsi proprio l’obiettivo di informare in modo chiaro offrendo stimoli di approfondimento a quanti, gente comune ed operatori del settore, dimostrano sensibilità ed interesse verso le tematiche descritte. Avremo modo di proporre soluzioni, suggerire materiali, indicare forme di incentivo economico e costi di realizzazione, proporre forme di risparmio, segnalare esperti, aprire Forum partecipativi. La rubrica vuole essere dunque occasione di informazione e di incontro per quanti vogliono un futuro più sano per se e per la  propria  famiglia.

[1] da “Forestanti e Deforestanti” di G. Righetto – 2007