Bioedilizia per ristrutturare

By 1 gennaio 2017Blog

Ottobre-2009

LA SOSTENIBILITA’ del nuovo Piano Casa della Regione Veneto

parte 1°

 Le nuove norme emanate a sostegno del settore edilizio permettono finalmente di risanare le abitazioni in conformità a sani principi di bio-compatibilità e risparmio energetico sfruttando vantaggiose opportunità per nuove cubature e per forti miglioramenti della qualità abitativa. Con il Piano Casa si possono realizzare molti sogni e progetti rimasti troppo a lungo chiusi nel cassetto.

Il 10 luglio scorso la Regione Veneto ha pubblicato la Legge Regionale n. 14/2009 intitolata “Intervento regionale a sostegno del settore edilizio per favorire l’utilizzo dell’edilizia sostenibile (…)” meglio nota come PIANO CASA che è entrata in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione nel B.U.R. Veneto.

Si tratta di una legge molto attesa ed anche osteggiata da più parti che, almeno nelle intenzioni di coloro che l’anno approvata, rappresenta l’occasione, seppur ridotta nel tempo a soli 2 anni, per il rilancio dell’attività edilizia attraverso la incentivazione volumetrica degli ampliamenti e delle ristrutturazioni degli edifici esistenti. Ma la vera novità sta nel fatto che, contestualmente, dovranno migliorasi anche la loro qualità architettonica ed ecologica.

Nei due anni di applicazione della legge i Comuni del Veneto sono chiamati a svolgere un ruolo fondamentale in particolare per quanto concerne gli edifici residenziali non destinati a prima casa di abitazione e quelli adibiti ad uso diverso. Spetta, infatti, ai Comuni deliberare entro il 30 ottobre prossimo se e con quali limiti e modalità ulteriori, rispetto a quelli imposti dalla legge (LRV 14/2009), applicare le nuove disposizioni. C’è da dire tuttavia, come pochi in realtà ancora sanno, che gli ampliamenti della prima casa di abitazione possono già realizzarsi in sintonia con la Legge e quindi trovano immediata applicazione senza dover attendere la data del 30 ottobre.

Le principali ipotesi previste dalla legge sono le seguenti:

  • 2 – Ampliamento degli edifici esistenti

È possibile ampliare fino al 20% del volume degli edifici destinati ad uso residenziale e del 20% della superficie coperta se adibiti ad uso diverso; tale percentuale può essere elevata di un ulteriore 10% solo nel caso di utilizzo di tecnologie che prevedano l’uso di fonti di energia rinnovabile ossia se l’edificio è o sarà dotato di impianto di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile (se Fotovoltaico di potenza maggiore o uguale a 3 Kwp). Tale norma riguarda edifici esistenti nonché edifici il cui progetto o richiesta del titolo abilitativo siano stati presentati al Comune entro il 31 marzo 2009.

  • 3, comma 2 – Rinnovamento degli edifici realizzati anteriormente al 1989 (+40%)

Per questi edifici è possibile la loro demolizione integrale e ricostruzione con ampliamento, purché situati in zona territoriale propria e solo qualora vengano utilizzate tecniche costruttive di cui alla LRV n°4/2007 “Iniziative ed interventi a favore dell’edilizia sostenibile. L’ampliamento eventuale può raggiungere il 40% del volume esistente se destinati ad uso residenziale e il 40% della superficie coperta se adibiti ad uso. Tale norma riguarda anche edifici demoliti o in corso di demolizione purché all’entrata in vigore della legge non sia già conclusa la ricostruzione. A tal fine la Giunta regionale ha già integrato con propria circolare esplicativa le citate linee guida di cui all’art. 2 della L.R. 4/2007 prevedendo una differenziazione delle qualità ecologiche richieste in funzione delle volumetrie richieste in ampliamento.

  • 3, comma 3 – Rinnovamento degli edifici realizzati anteriormente al 1989 (+50%)

La percentuale di cui al punto precedente, riguardante il rinnovamento degli edifici realizzati anteriormente al 1989, può essere elevata di un ulteriore 10%, passando dal 40% al 50%, solo nel caso in cui l’intervento di demolizione e ricostruzione sia compreso in un piano attuativo (piano di lottizzazione, di recupero, particolareggiato etc) e comporti una ricomposizione plani volumetrica, con forme architettoniche diverse da quelle esistenti che comportano la modifica delle sagome e dell’area di sedime (l’area su cui si costruisce l’edificio). Tali norme riguardano anche edifici demoliti o in corso di demolizione purché all’entrata in vigore della legge non sia già avvenuta la ricostruzione.

  • 4 – Ampliamento turistico Sono possibili ampliamenti fino al 20% anche di edifici a destinazione turistico ricettiva, ma solo per alcune tipologie, ossia le attrezzature all’aperto di cui all’allegato S/4 lettera b) e lettera d) numeri 1) e 2) della legge regionale 4 novembre 2002, n. 33 “Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo“, anche se ricadenti in area demaniale.
  • 5 – Pensiline e tettoie solari Non concorrono a formare cubatura le pensiline e le tettoie finalizzate all’installazione di impianti solari e fotovoltaici di tipo integrato o parzialmente integrato.
  • 9 comma 6 – Edilizia rurale Anche gli edifici residenziali delle zone agricole possono naturalmente essere ampliati del 20% più il bonus del 10% come previsto all’art. 2. Ma se l’edificio interessato è anche prima casa, il volume ampliabile va calcolato non sul volume esistente ma su quello massimo realizzabile in base alle norme vigenti (800 mc) quindi fino a 960 mc. E sembra possibile anche realizzare più unità immobiliari.

 

Il Piano Casa della Regione Veneto sembra quindi essere uno strumento potenzialmente rivolto a garantire interventi rispettosi dei principi di sostenibilità ambientale fissati tra l’altro con la LRV n. 4/2007, che promuove le iniziative pubbliche e private rivolte all’edilizia sostenibile. L’adozione di energie rinnovabili per la produzione di energia elettrica consentirà dunque un “bonus” del 10% nell’ampliamento degli edifici ma in particolare i lavori che prevedono la demolizione e ricostruzione del patrimonio edilizio esistente potranno farsi solo con l’adesione ai principi della bioedilizia e della bioarchitettura che da tempo riportiamo nella rubrica ABITAREBIO.

La Regione Veneto, con Dgr 2499 del 04/08/2009, ha in particolare integrato dette Linee Guida per l’edilizia sostenibile contenute nella citata legge n.4 /2007

Le integrazioni riguardano:

  • la determinazione, rispettivamente per gli edifici a destinazione residenziale e per quelli destinati ad altri usi, della volumetria e della superficie coperta che sono concedibili in ampliamento, valutati in rapporto alla qualità energetica ed ambientale raggiungibile dall’intervento;
  • la revisione del sistema di valutazione degli interventi relativamente agli edifici destinati ad uso non residenziale, in quanto le linee guida già elaborate e in vigore, sono specificamente finalizzate alla valutazione dell’edilizia abitativa.

Sempre la Regione Veneto ha inoltre approvato, con DGR n. 2508 del 4 agosto 2009, una serie di regole riguardanti la realizzazione di pensiline e tettoie su abitazioni esistenti alla data del 11.07.09, per l’istallazione di impianti solari di tipo termico o fotovoltaico con potenza non superiore ai 6 kWp, senza che dette opere vengano conteggiate ai fini volumetrici.

Il ruolo dei comuni è ora fondamentale per decidere se adottare le opportunità offerte dal Piano casa e se stabilire eventuali altri vincoli e limiti basati sui caratteri specifici del proprio territorio.

Invitiamo i nostri lettori a seguire le prossime puntate di ABITAREBIO nelle quali riporteremo puntualmente gli aggiornamenti ed approfondimenti sul PIANO CASA, strumento potenzialmente valido nelle mani dei cittadini e degli amministratori che sapranno cogliere l’occasione per rinnovare il proprio patrimonio immobiliare in senso ecologico con una attenzione in più per la salute propria e del proprio ambiente.

Leave a Reply