Inquinamento indoor, in casa nostra

By 1 gennaio 2017Blog

febbraio-2009

Come proteggersi con la natura

 L’ARIA DELLE NOSTRE CITTÀ È AVVELENATA DA SOSTANZE INQUINANTI PROVENIENTI PRINCIPALMENTE DAL TRAFFICO CITTADINO, DAI RISCALDAMENTI DELLE ABITAZIONI E DALLE INDUSTRIE: SI TRATTA IN PARTICOLARE DELLE FAMIGERATE PM10, OVVERO QUELLE POLVERI SOTTILISSIME CHE RIMANGONO SOSPESE NELL’ARIA PER MOLTO PIÙ TEMPO DELLE ALTRE SOSTANZE INQUINANTI E CHE, INEVITABILMENTE RESPIRATE, COMPORTANO GRAVI COMPLICAZIONI ALLA NOSTRA SALUTE. IL PROBLEMA SI PRESENTA PARTICOLARMENTE GRAVE NELLE CITTÀ DELLA PIANURA PADANA E SOPRATTUTTO DURANTE IL PERIODO INVERNALE MA A TALI INSIDIE ALTRE SE NE AGGIUNGONO ALL’INTERNO DELLA NOSTRA STESSA CASA COMPLICI I MATERIALI DA COSTRUZIONE, GLI ARREDI, GLI STILI DI VITA.

Le piante ed fiori in casa ci aiutano a mantenere quel legame con la natura che spesso lo stress del nostro vivere quotidiano ci impone. Molti si circondano, in casa ed in ufficio, di presenze vegetali per compagnia o per rallegrare un ambiente magari troppo serio o “neutro”. Le piante ci fanno sentire a nostro agio e “riscaldano” l’atmosfera degli ambienti lavorativi ed abitativi. Ma le piante, oltre che contribuire sul nostro stato di benessere psico-fisico, interagiscono anche con l’aria che respiriamo negli ambienti chiusi delle nostre stanze.

Persino la NASA sembra essersi occupata degli effetti positivi e disinquinanti che piante producono nei luoghi chiusi.

Alcuni studiosi hanno infatti individuato alcune piante in grado di eliminare le concentrazioni pericolose di alcune sostanze inquinanti rilasciate dai prodotti usati nell’edilizia e l’arredamento.

Ma analizziamo prima quali sono gli inquinanti maggiormente presenti all’interno delle nostre case.

Tra le cause identificate dei problemi di qualità dell’aria indoor si deve comprendere la insufficiente ventilazione per inadeguato ricambio dell’aria o per sovraffollamento dei locali abitati, la presenza di sorgenti inquinanti interne come fotocopiatrici, prodotti per la pulizia, fumo passivo, stufette a legna, l’assunzione di aria di ricambio già inquinata da fonti veicolari o industriali, la presenza di contaminanti biologici quali virus batteri portati da impianti di condizionamento male manutenzionati e di materiali edili che rilasciano biocidi e fibre nell’aria da isolamenti, rivestimenti e solventi.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in evidenza le cause dei problemi di qualità dell’aria negli spazi chiusi fornendo indicazioni dettagliate sulle concentrazioni pericolose per la salute.

Secondo l’Organizzazione Mondiale di Sanità i maggiori inquinanti pericolosi presenti negli ambienti chiusi sono il RADON, proveniente dal terreno e da materiali da costruzione contaminati; l’amianto, notoriamente usato per isolare dal fuoco, e ormai da tempo dichiarato fuorilegge; le fibre minerali, contenute nella lana di roccia e di vetro; l’asbesto, presente in alcuni materiali isolanti; il particolato, prodotto da fumi e polveri di varia provenienza; la formaldeide, usata nei collanti per il legno, la cui presenza deve per legge essere inferiore a 0,12 mg/mc; i cancerogeni V.O.C. (composti organici volatili) come benzene, xilene, tetracloroetilene, pentaclorofenolo, idrocarburi policiclici, gas (nox, sox, co) etc, presenti di norma in prodotti per l’hobbistica, tinteggiature, rivestimenti in legno, solventi, vernici, prodotti per la pulizia, imbottiture apparecchi per la combustione (stufe, caminetti, fornelli, ecc.); i virus, batteri, acari, pollini, funghi muffe dovuti in genere alla presenza di forte umidità nelle pareti delle case, presenti in elementi di arredo come mobili, tappeti e moquettes e portati da animali domestici e non; la presenza di masse metalliche nell’abitazione o nell’ufficio che provocano alterazione del fondo elettromagnetico naturale; la prossimità ad antenne e ripetitori per la telefonia mobile.

Attraverso le piante di cui ci possiamo circondare in casa, la natura può quindi contribuire in qualche modo a ridurre, non certo da sola, le condizioni di inquinamento indoor descritte.

Le piante per loro natura assorbono anidride carbonica e monossido di carbonio restituendo ossigeno all’ambiente da loro abitato.

È noto a tutti anche come le piante siano in grado di riequilibrare l’aria dei nostri appartamenti e siano utili anche per il controllo dell’umidità interna.

Alcune in particolare sono in grado di metabolizzare sostanze chimiche pericolose presenti nella nostra abitazione o nel nostro luogo di lavoro. La fotosintesi si svolge in presenza di luce e al buio la pianta assorbe ossigeno. Per tale motivo le piante è bene tuttavia che vadano posizionate in luoghi dove si risiede di giorno ma non durante la notte.

Formaldeide, preservanti, SVOC e VOC sono tra i peggiori inquinanti indoor. Ma alcune piante possono aiutarci. Vediamo quali.

La formaldeide, sostanza tossica fortemente irritante, è presente nei detersivi, in molti prodotti destinati all’incollaggio e alla conservazione del legno, nelle vernicine, nei truciolati, in alcune colle, negli spray, nella combustione del gas, ecc.

Per ridurre le concentrazioni di formaldeide le piante più utili, secondo alcuni esperti in materia, sono la DRACENA (dracaena), l’ALOE, il CLOROFITO (Chlorophyitum) e il CRISANTEMO (Chrysantemum).

I prodotti utilizzati come preservanti sono composti di sostanze scarsamente volatili che hanno un effetto irritativo sulle prime vie aeree e sulla cute.

Per ridurre le concentrazioni di preservanti per il legno , secondo alcuni esperti in materia, le piante più indicate sono la GERBERA, il POTHOS – SCINDAPSUS e il GIGLIO (Lilium)

I prodotti della combustione, S.V.O.C. (composti organici semivolatili) derivati da cottura dei cibi, fumo della sigaretta, stufe e apparecchi a fiamma libera in genere, rappresentano una fonte di rischio per la produzione di gas come NO2, biossido di azoto, CO, monossido di carbonio, CO2, anidride carbonica, SO2, biossido di zolfo, O3, ozono; questi gas sono tutti incolore ed inodore e producono effetti a dosi non particolarmente alte.

Per ridurre le concentrazioni di S.V.O.C. (composti organici semivolatili) le piante più indicate sono il CLOROFITO, il POTHOS – SCINDAPSUS, la PEPEROMIA, la SANSEVERIA (Sansevieria), il FICUS.

I V.O.C. (composti organici volatili) sono presenti in forma vaporizzata in Alcani, Cicloalcani, Terpeni, Idrocarburi aromatici (benzene, diclorobenzene, toluene), Idrocarburi clorurati (tricloroetilene, tetracloroetilene) ed Aldeidi.

In parte provengono dalla combustione di combustibili o di carni su fiamma viva, altri da materiali da costruzione (tappezzerie, rivestimenti in plastica, schiume poliuretaniche, vernici, ecc.) da materiali ed apparecchiature per uso domestico (solventi, prodotti per la pulizia, lubrificanti, vernici), prodotti per la casa (detergenti, detersivi, cosmetici, deodoranti, spray, cere sintetiche, ecc.). Gli effetti vanno dalla semplice irritazione locale all’attività cancerogena.

Per ridurre le concentrazioni di VOC le

piante più indicate sono la DRACENA, l’ALOE, il BANANO NANO (Musa velutina), il SYNGONIUM PODOPHYLLUM, il CACTUS COLONNARE, la TILLANDSIA

La natura dunque ci può aiutare a risanare l’aria che respiriamo in casa, oltre che ad allietare gli ambienti con i suoi colori e le sue essenze profumate.

Impariamo perciò ad usare le piante, riconoscendo ad esse un ruolo di primo attore nella scena dell’abitare contemporaneo, compagne di allegria ma anche di salute.

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