Sostenibilità dell’abitare contemporaneo

By 1 gennaio 2017Blog

ottobre-2008

I materiali: costruire in modo sano e secondo natura

parte 1ª

 GLI EDIFICI, QUELLI PER ABITARE COME QUELLI PER LAVORARE, DIVERTIRSI E CURARSI, SONO ORGANISMI VIVI, MA POCHI LO SANNO. ESSI INTERAGISCONO CON L’AMBIENTE E CON IL TESSUTO URBANO, DI CUI RAPPRESENTANO L’UNITÀ ABITATIVA UMANA MINIMA, ESATTAMENTE COME UN ESSERE VIVENTE SI RELAZIONA AL CLIMA ED ALLA NATURA CHE LO CIRCONDA. PER GRAN PARTE DELL’ESISTENZA GLI EDIFICI CONTENGONO LE NOSTRE VITE, FATTE DI AZIONI BIOLOGICHE E DI STATI D’ANIMO, DI EMOZIONI E DI BISOGNI PRIMARI. CONOSCERE I MATERIALI NATURALI CON CUI COSTRUIRE E RINNOVARE E LE TECNOLOGIE DELLA TRADIZIONE COSTRUTTIVA VENETA FAVORISCE CONDIZIONI DI BEN ESSERE PER L’UOMO E PER L’INTERO ECOSISTEMA.

Nei due precedenti articoli (vedi EFFICIENZA ENERGETICA parte I e II) abbiamo visto come di un edificio vadano valutati attentamente i suoi aspetti costruttivi e materiali per definirne la più corretta riqualificazione energetica ed abitativa e abbiamo concluso che avere più cura della propria abitazione, ossia fare più attenzione al suo stato di manutenzione, contribuisce a creare condizioni di maggior benessere abitativo. Abbiamo anche detto che la ricerca dell’efficienza energetica non va mai disgiunta da quella della salubrità e che si può migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione a costi contenuti se i lavori necessari sono valutati “su misura” nel suo insieme da un tecnico esperto e non da operatori estemporanei caso per caso.

La legge sulla certificazione energetica degli edifici – se correttamente applicata – potrà avere effetti rivoluzionari anche sul mercato immobiliare. Fino ad oggi, il prezzo delle case era legato a parametri fissi: luogo, metratura e così via. Ora entra in gioco un nuovo elemento: il costo del mantenimento. Dovremo poter scegliere di acquistare una casa che costerà molto meno in consumi energetici rispetto a quelle attuali. Se tutti capiranno che comprare una casa a basso consumo è più vantaggioso potrà nascere una sorta di circolo virtuoso che coinvolgerà produttori, venditori ed acquirenti.

Con questo articolo apriamo il vastissimo capitolo dei MATERIALI ecologici e delle tecniche di costruzione più corrette per realizzare una casa sana secondo natura.

I materiali edili sono la struttura portante della vita. Dipendiamo da loro per un riparo, così come dipendiamo dal cibo, dall’acqua e dall’aria per le necessità della vita. Il mondo è costituito da un gran numero e da una grande varietà di materiali e sostanze chimiche naturali, interdipendenti e legate tra loro. Ciò che l’uomo mangia, beve e respira e, in misura sorprendente, anche le case, in particolare i materiali usati per costruirle, influiscono sulla salute e sul benessere personali” [1]

Non sempre chi progetta e chi costruisce ha a cuore però legare insieme salubrità, qualità di vita, sicurezza, privacy, quiete, socializzazione, convenienza economica, risparmio energetico e riduzione delle emissioni inquinanti.

Non sempre purtroppo queste qualità vengono ricercate da chi acquista casa o sono proposte da chi la vende. In genere contano esclusivamente le economie iniziali e non i risparmi futuri, quelli possibili solo a fronte di investimenti ammortizzabili in tempi ragionevoli e rivolti a ridurre sprechi e consumi e a produrre energie da fonti rinnovabili. Le solite proposte abitative commerciali si agghindano di sovente a festa ed esibiscono posticce qualità estetiche e, così facendo, allontanano l’attenzione dell’acquirente da qualità tecnologiche e costruttive sostanziali che, se presenti, sarebbero invece dichiarate e mostrate con orgoglio e vanto.

L’organismo casa interagisce con gli organismi dei suoi abitanti e può essere di aiuto o danno alla loro salute.

Come i vestiti assolvono al ruolo di seconda pelle così la casa funge da terza pelle. Si comprende così quanto sia importante, per la salubrità personale, abitare in edifici sani.

Gli obiettivi dell’abitare contemporaneo dovrebbero essere infatti:

– costruire “case sane” usando materiali e componenti edilizi di certificata innocuità sotto l’aspetto tossicologico, ecocompatibili e riciclabili e rispondenti ai principi della BIOARCHITETTURA e della BIOEDILIZIA.

– realizzare dimore dotate di standards abitativi di eccellenza per la qualità dell’aria e dell’illuminazione naturale;

– adottare soluzioni tecnologiche innovative e rinnovabili per il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni inquinanti;

– qualificare gli spazi abitativi in relazione ai riferimenti bioclimatici locali;

– realizzare edifici dotati di caratteri strettamente connessi con i segni ambientali locali, per salvaguardare l’identità architettonica dei luoghi e garantire la permanenza della figuratività e consistenza materica tradizionale veneta.

– rielaborare compositivamente i riferimenti locali (nella forma e nella materia) trasfigurandoli in edifici e sistemi ambientali GLOCALI, localmente integrati ma globalmente sostenibili, capaci di risolvere in modo ecologico sia le richieste pratiche del committente che le esigenze ecologiche dell’ambiente e, con esso, del pianeta.

Per costruire in modo sano e secondo natura va ricercato un elevato livello di qualità ambientale indoor, ossia condizioni di benessere ottimali per quanto riguarda l’ambiente termico, visivo, acustico, elettromagnetico all’interno delle nostre case.

In tal senso sono fondamentali prestazioni come traspirabilità e permeabilità al vapore, sicurezza in caso d’incendio, coibentazione ed inerzia termica, durabilità, piacevolezza, riciclabilità, basso impatto ambientale, resistenza meccanica, protezione contro il rumore, agevole pulizia e manutenzione.

Gli effetti che i diversi materiali da costruzione e di arredo hanno sulla salute dell’uomo dipendono da diversi fattori tra cui la loro origine ed il ciclo di lavorazione. Il ciclo di vita dei materiali viene valutato dall’origine del materiale stesso fino alla fine della sua vita utile, valutando tutti gli effetti di questo sulla salute dell’uomo e sulla salvaguardia dell’ambiente. Da chi lo produce e lo distribuisce e a chi lo utilizza ed impiega.

I requisiti essenziali bioecologici che i prodotti/materiali da costruzione devono avere sono infatti:

– assenza di sostanze pericolose nella composizione che possono comportare rilasci di natura chimica (gas, composti organici volatili VOC) o di natura microbiologica (putrescibilità, formazione di muffe, funghi, virus, batteri) ed il rilascio di polveri, fibre o particelle radioattive;

– bassa emissività ed inquinamento ambientale nelle diverse fasi del ciclo di vita del prodotto (LCA);

– uso di materie prime disponibili localmente;

– riciclabilità e la smaltibilità delle materie prime impiegate limitando i rischi ambientali;

– sicurezza per i lavoratori nella fase di produzione e per gli utenti nella fase di esercizio;

Queste qualità di solito sono certificate in modo autonomo o mediato da enti preposti (AIAB, INBAR etc). Tuttavia manca ancora una normativa nazionale che stabilisca un protocollo unico di qualificazione dei prodotti ecocompatibili e che quindi sia per i consumatori garanzia di qualità.

I consumatori e le loro associazioni hanno ottenuto, nel corso degli anni, molti successi sul versante della qualità alimentare riuscendo a limitare l’uso di additivi chimici di sintesi e dei pericolosi conservanti, battendosi per una maggiore qualità del cibo e delle produzioni alimentari in genere.

Forse sarebbe il caso che anche nell’edilizia si cominciasse a fare altrettanto. Grande responsabilità hanno di questa arretratezza sia i produttori di materiali edili che i costruttori e i venditori: tutti rimangono ancorati ad un passato tecnologico ormai decrepito che fatica a rinnovarsi e proiettarsi verso orizzonti di sviluppo svincolati dalle fonti energetiche tradizionali.

Essi non si sono ancora resi conto che già da tempo nell’opinione pubblica c’è una aspettativa silente verso prodotti di qualità superiore e di certificata innocuità.

Da tempo ormai il mattone, la pietra, il legno sono materiali rivalutati ma i prodotti per l’isolamento termico ed acustico e per l’arredamento per ora restano in gran parte legati alle produzioni petrolchimiche e quindi a forme diverse di inquinamento ambientale ed abitativo. Per essere accettabile un prodotto non deve danneggiare l’ambiente, l’utente, il fabbricante. I colori, le vernici, i mordenti, i mastici e i collanti sintetici non soddisfano nessuno di questi requisiti: i colori, le vernici e i diluenti contengono infatti composti organici volatili, quali lo xilolo, la resina epossidica, il toluolo, i chetoni e anche metalli pesanti tossici che emanano gas durante la applicazione e l’asciugatura. Occorre fare molta attenzione e leggere le etichette sulle confezioni preferendo i prodotti a base naturale e non sintetica.

(Fine parte 1ª)

[1] LA CASA ECOLOGICA di David Pearson – ed. TCI 1990

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